L’OPINIONE. GIUDIZIO DI APPELLO AI MAGISTRATI “FUORI CORSO”

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Giudici, non c’è più spazio per le vostre eccentricità da impuniti.
Ve ne rendete conto?
Forse ve ne accorgerete quando i familiari stretti delle vittime decideranno di mettere fine anche essi alla vita. Già, ma in che modo, quando si sentiranno insopportabilmente colpiti negli affetti per una seconda volta, dopo una sentenza che non li ristora dalla sofferenza, ma, al contrario, acuisce la rabbia? Nei telegiornali mi è capitato di sentire sovente padri di figli uccisi gridare al mondo: “Mi farò Giustizia da solo”. Un pericoloso campanello di allarme sociale.
Parecchi di voi giudici sono lontani mille miglia dalla Giustizia, e la gente ci sta facendo caso. Siete tutti concentrati su codici da interpretare a vostro piacimento e sui cavilli insinuanti di cinici avvocati, e non guardate negli occhi le persone che patiscono per ciò che è loro caduto addosso incolpevolmente.
E, a proposito di magistrati e avvocati (non vale per me che ho completato gli studi in Legge per diventare integerrimo funzionario di polizia, prima che la passione sparisse nel sentirmi inutile se avessi definitivamente intrapreso l’inconcludente gioco “guardia e ladri”, dopo averlo in parte sperimentato), significativo questi pensieri:
“Non ho avuto altra via che studiare per il mestiere schifoso d’avvocato, in cui hai a che fare con delinquenti e magistrati spesso più delinquenti dei delinquenti”. (Cit. PIOGGIA – De Giovanni – pag. 89).
E ancora: “Il rapporto fra un avvocato penalista e una famiglia criminale è talmente profondo e duraturo da diventare una parte di vita” (Cit. pag. 181).
Infine, “il gioco (che mette in piedi un avvocato, NdR) è questo: se riesci a smantellare l’accusa per come viene formulata, che ci sia un fatto evidente non conta nulla” (Cit pag. 183).
In poche parole, basta che non sussista il fatto così come è stato contestato dall’accusa, l’imputato la fa franca.
Infine: “Poi arriva un avvocato senza scrupoli che lascia uscire i colpevoli perché i magistrati si fanno fregare… Come si fa a dormire , sapendo di aver sfruttato un cavillo per liberare uno che poi ammazza altra gente”. (Cit. pagg. 192-193).
Questo il traballante Sistema giudiziario italiano.
Ecco perché si verificano tante assoluzioni con la formula “perché il fatto non sussiste”. Che non vuole dire affatto che l’imputato sia innocente. Spesso è proprio il contrario.
Dipende da come sono state fatte le indagini e raccolte prove (non ambigue); dipende da come il Pm le mette insieme per chiedere la condanna.
Quindi, assoluzioni che dipendono da incapacità degli investigatori e della pubblica accusa.
Dunque, non vi meravigliate se dopo una pronuncia di sentenza di assoluzione, i familiari delle vittime vadano in escandescenze: si convincono che la giustizia non si ottiene nei tribunali.
Ci sarebbe da riscrivere i codici e le procedure avvelenate dall’ ideologia di sinistra, e quindi ripartire da zero.
Ma chi sarebbe disposto a farlo se ci guadagnano un po’ tutti lasciando le cose come stanno?
A perderci, in queste condizioni, sarà sempre e solo la parte lesa.
E la Giustizia che fine fa?
“Si perde nei rivoli, negli interstizi, nei dettagli, NELLE PROCEDURE”. (Cit. pag. 209).
Stefano Rinaldi
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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