Proteste a Roma, ma con non pochi distinguo. Il governatore Vincenzo De Luca e il sindaco Gaetano Manfredi stanno nello stesso campo politico, il centrosinistra, ma con due modi di interpretarlo agli antipodi. E – infatti – oggi l’ex rettore non sarà in piazza a Roma al corteo antiministro per il Sud Raffaele Fitto e antiGoverno.
Una mossa che segna l’ennesima cesura su un rapporto che tra i due non è mai stato lineare, ha sempre avuto traiettorie opposte e contrarie: quello che ha retto, se anche tra mille polemiche, è il dialogo istituzionale. Il canovaccio sarà lo stesso anche da domani? I dubbi a Palazzo San Giacomo al riguardo sono tanti. In Comune il post piazza romana del governatore se lo immaginano, guardando al rapporto con l’ente di Santa Lucia, più ruvido e freddo di quanto non lo sia stato in questi primi due anni. La speranza è che non sia vendicativo. Ma – questo trapela – a nessuno tremano le gambe tanto meno a Manfredi.
Scontri ci sono già stati con De Luca sulla distribuzione dei fondi basti pensare al San Carlo e a quelli per la cultura giusto per fare un esempio. La non presenza di Manfredi è un grosso tema così a chi chiede conto di questo a De Luca il governatore risponde così: «Chiedetelo al sindaco di Napoli» e l’ex rettore non si lascia pregare: «La linea del sindaco Manfredi fanno sapere dal Comune – espressa e praticata più volte, è non personalizzare la questione su temi delicati per la vita amministrativa». Per Manfredi è giusto partecipare alla manifestazione se può essere utile ad accendere i riflettori su determinate questioni e quella dei fondi per il sud lo è. L’auspicio – trapela dal Municipio – è evitare lo scontro istituzionale che può danneggiare i Comuni. Per Manfredi «la via maestra è il dialogo istituzionale col Governo che sta producendo, nel caso di Napoli, ottimi risultati su diversi fronti quali i progetti di rigenerazione urbana, la rinascita dell’Albergo dei Poveri, i finanziamenti culturali e gli investimenti nelle infrastrutture».
Manfredi questo è, del resto non avendo nessuna tessera di partito in tasca può permettersi questa strategia, ovvero basata sull’ottenimento del risultato amministrativo più che di medagliette da appendere alla propria bandiera. Il sindaco in particolare con Fitto ha avuto scambi accesi però alla fine l’incontro c’è stato così come la Cabina di regia su Bagnoli presieduta dal ministro esplicitamente puntata sulla necessità di avere nuovi finanziamenti per completare le bonifiche e mettere mano alle infrastrutture dell’area ex Italsider. E – parola di Manfredi – Fitto è disponibile a mattere mano al portafogli. Già nel decreto che ridisegna il nuovo Pnrr di marzo dovrebbe arrivare un segnale forte per Bagnoli.


























