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Sempre più diffuso è il fenomeno delle baby gang a Napoli , così come in tutta l’Italia; vediamo crescere, giorno dopo giorno ,il numero di atti di bullismo e atteggiamenti criminosi, portati avanti da giovani e giovanissimi.
Un allarme che continua a tenere alta l’attenzione e che preoccupa e non poco la società.
L’ultimo caso , ci colpisce ancora più da vicino , avendo come protagonista un giovane maranese, vittima di bullismo nella villetta del Ciaurro. Leggere il racconto dei suoi genitori, a cui chiaramente non possiamo che esprimere la nostra più totale solidarietà e vicinanza , fa rabbrividire.
L’allarme baby gang va a mettere in risalto la carenza dei vari organi deputati a limitarne gli effetti e le cause a partire dalle famiglie, sempre più sole a fronteggiare una crisi economica post pandemica. Ma anche la scuola e i servizi sociali non sono in grado di gestire il sempre più crescente fenomeno della dispersione scolastica oltre all’abuso di alcol e sostanze legate a un disinteresse complessivo, anche a livello di formazione per il mondo del lavoro degli adolescenti. Al netto di tutto questo, il vero scandalo, che salta agli occhi di tutti, è l’ incapacità di intervento di chi gestisce la sicurezza a livello nazionale, la Lamorgese, un ministro totalmente passivo verso questo fenomeno (e non solo), che ha utilizzato le forze dell’ordine per controllare mascherine e green pass, richiede un approccio di tipo repressivo a tutela della collettività, degli operatori commerciali e dei cittadini inermi, costretti a subire la violenza, ormai quasi quotidiana, causata dal dilagare di questo fenomeno.
È doveroso interrogarsi su quello che sta avvenendo per capire cosa mettere in campo di diverso.
Il contrasto al bullismo e alla microcriminalità deve rappresentare una priorità delle istituzioni, delle famiglie e della scuola ; anzi tutto punendo severamente gli artefici di tali scelleratezze e facendo loro capire che questo comportamento è sbagliato e che non viene accettato. Che viviamo in una società civile, non in zona di guerra! Associarsi per massacrare di botte altri o ucciderli, spacciandosi per pesci più grossi di loro e commettendo crimini, anche se sono minorenni, NON VA assolutamente TOLLERATO.
Seconda cosa ISTRUIRE ED EDUCARE.
Siamo esseri umani, non bestie che lottano per la sopravvivenza e conoscono solo lotta e sopraffazione: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” recitava Dante nella Divina Commedia.
Perciò, bisogna agire dall’interno e CAMBIARE IL LORO MODO DI PENSARE. Devono capire che bullismo e violenza non sono la giusta strada da seguire.
Chiunque, anche il peggiore di loro, ha il potenziale di imparare.
Se non si insegna loro una via alternativa, se non si educano, se non vengono obbligati ad andare a scuola, se non si da loro modo di formarsi un’istruzione, un pensiero positivo e critico, come possono diventare brave persone? Che studiano e da adulti cercano di vivere lavorando onestamente invece di lottare per pochi isolati di territorio cittadini, rubare, spacciare droga e bullizzare gli altri??
Sono ragazzi giovani, privi di guida e di una famiglia sana che fornisca loro un ambiente sereno, affettuoso e positivo in cui crescere.
Quindi cerchiamo di fornire loro un ambiente adeguato e di aiutarli a cambiare. Come genitori non possiamo assolutamente perdere le speranze, anche se non sono figli nostri.
L’impegno per arginare il dilagare di questo preoccupante fenomeno è un nostro dovere morale, da cui non possiamo assolutamente sottrarci .
Italexit Marano























