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Gentile direttore, in merito all’articolo pubblicato sul suo giornale, vorrei precisare, e al tempo stesso smentire, alcune dichiarazioni rese dal signor Bertini, tra cui quella seconda la quale sarebbero state fatte varianti al Pip dalla mia amministrazione. Ciò è totalmente falso: non ci sono atti in tal senso. Quanto alla scelta dell’architetto Sgariglia, l’ho fatta per garantire una competenza tecnica che confermo ancora oggi, poiché Biagio è una persona perbene e, se l’ho chiamato per un periodo limitato in qualità di assessore, è stato soltanto per le sue capacità tecniche e non certamente per seguire il Pip. Alla riunione di San Rocco, perché è andato Bertini che non aveva alcun ruolo istituzionale? Non era consigliere e nemmeno residente in città. Perché tanto interesse? A pensar male, talvolta ci si indovina. Il Pip è una sua creatura e la scelta della società dei fratelli Cesaro è stata una sua esclusiva volontà. Il riferimento alle farneticazione del Bertini circa i volantini e il mio comitato elettorali presso la sede dalla Sime costruzioni, tengo a precisare che non ho mai avuto nessun comitato e nessun tipo di rapporto o contatto con i rappresentanti della suddetta società. Chi di spada ferisce, di spada perisce. Questo è ciò che merita il signor Bertini. Ritenevo fosse un personaggio di strano, ma che arrivasse a tanto non me l’aspettavo.
Salvatore Perrotta, già sindaco di Marano.
Nota di redazione. Il riferimento di Perrotta è al verbale del Ros, anno 2016, in cui Bertini, contattati i carabinieri che indagavano sul Pip, chiama in causa diversi esponenti della vita politica e amministrativa della città di Marano.
























