Il Pd di Marano ha perso la faccia. Nemmeno una parola sui tanti disservizi e problemi della città. Partito spaccato e immobile (come sempre)

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Il Partito democratico di Marano è finito nel limbo. Senza onore, senza gloria, i democratici stanno inghiottendo di tutto: dalla revoca del progetto per la realizzazione di una scuola nel complesso del Galeota alle luci spente (da 50 giorni) al cimitero, dalle strade al buio da settimane alle voragini di San Rocco e in tante altre zone. I dem hanno ingoiato anche la perdita di importanti finanziamenti, circa 3 milioni dalla Città Metropolitana, e tanto altro ancora.

In questi mesi si sono divisi, spaccati, con il segretario cittadino che ha predicato una cosa e i consiglieri, cinque su sei, che hanno fatto l’opposto. Si attendeva l’intervento del segretario provinciale Sarracino per dirimere la questione, ma anche questa storia è diventata una barzelletta. Sarracino ha incontrato alcuni consiglieri, ha ascoltato e si è riservato di decidere, ma alla fine nulla è stato deciso.

Il Partito democratico, unico partito, almeno tra quelli tradizionali, ad avere ancora un po’ di seguito in città, si è messo ormai la faccia sotto ai piedi. Anche gli oppositori interni, quelli che vorrebbero uscire dalla giunta, non hanno rimediato (finora) belle figure. L’ex assessore Di Luccio, dimessosi da consigliere per diventare assessore e poi “costretto” a dimettersi in disaccordo con il sindaco, ha perso (come si suol dire) “Filippo e il paniere”. Nemmeno una parola in questi lunghi mesi, né da lui né da altri, eccezion fatta per una nota stampa della consigliera Santopaolo.

Troppo poco. Il Pd è una delusione in tutti i sensi. Non perché sia ancora a sostegno di Visconti, che si avvia ad essere sciolto dal Ministero dell’Intenro, ma perché non decide, non sa decidere: o dentro o fuori, ma che si prenda una decisione seria e sia rispettata da tutti.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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