
Elly Schlein prenota Palazzo Chigi. E pazienza se nel centrosinistra la partita per la leadership è ancora tutta da giocare. La segretaria del Partito Democratico non ha alcuna intenzione di fare passi indietro e rilancia la propria candidatura alla guida del Paese, mandando un messaggio tanto a Giorgia Meloni quanto a Giuseppe Conte. Il palcoscenico è quello dell’assemblea nazionale dem, riunita alla Nuvola di Fuksas a Roma, dove la leader del Nazareno si dice “pronta, determinata, onorata e orgogliosa” di guidare il partito alle prossime elezioni. E soprattutto ribadisce la volontà di candidarsi alla presidenza del Consiglio “con o senza primarie”. Un’investitura che la Schlein rivendica senza troppi giri di parole, mentre nel campo largo restano da sciogliere i nodi dell’alleanza e delle ambizioni dell’ex premier pentastellato.
Davanti ai delegati, la segretaria sceglie innanzitutto la strada dell’autocelebrazione. Ricorda le previsioni di chi immaginava un Pd destinato a scomparire, le divisioni annunciate e le scommesse sulla brevissima durata della sua leadership. Tutte, a suo giudizio, clamorosamente sbagliate. “Avevano scommesso che io non sarei durata sei mesi”, rivendica, sottolineando di essere ancora alla guida dei democratici. La Schlein è convinta che il partito abbia ritrovato compattezza e credibilità, al punto da presentarsi come il perno indispensabile dell’alternativa al centrodestra. E difende anche il pluralismo interno, prendendo le distanze dalle formazioni costruite attorno a un solo leader: “Noi siamo un partito vero”, scandisce.


























