Dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, dalla Danimarca al Marocco. L’allerta caldo è ancora alta, il picco in Italia è previsto oggi, ma anche le temperature proibitive di ieri e oggi stanno mettendo a dura prova la popolazione. Bollettini da record, misure di emergenza, eventi rimandati o annullati, tre vittime in Italia, tra loro un turista originario di Roma di 82 anni si è accasciato sulla spiaggia di Marina di Grosseto poco dopo essere uscito dall’acqua ed è stato soccorso invano. Anche un 30enne di origine tunisina, residente a Milano, è deceduto dopo essersi immerso verso le 15.30 nelle acque del fiume Piave in cerca di refrigerio. Non è più riemerso. Una volta recuperato il corpo, l’ispezione cadaverica esterna eseguita sulla sponda del fiume ha evidenziato come lo choc termico abbia provocato una fatale congestione digestiva. E sale il bilancio degli annegamenti in Francia, un uomo è morto nel canale Saint-Martin a Parigi, dove si era tuffato per sfuggire all’ondata di calore.
Quasi 200 milioni di persone ieri in Europa hanno sofferto temperature superiori a 35 gradi, in base a un’analisi dell’Afp. Al di là di dati e numeri, un mutamento climatico in atto, che nell’ultimo decennio ha causato in Europa decine di migliaia di vittime (60mila nel 2022), ormai un’emergenza da mettere in agenda e affrontare. Secondo una stima dell’Economist, che basa il suo calcolo sul cosiddetto “modello Masselot” (il numero delle vittime non è determinato solo dalle temperature in valore assoluto, ma anche da quanto insolite sono) in 3 giorni – dal 24 al 26 giugno – le morti potrebbero essere fino a 12mila. Come a dire, 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid. L’incremento maggiore del tasso di mortalità riguarda Parigi, dove il rischio di decessi potrebbe aumentare di oltre il 300%: nella capitale parigina le conseguenze saranno maggiori forse a causa dell’effetto riscaldante dei caratteristici tetti grigi di zinco; il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%, a Milano del 170%, mentre Roma è poco sopra il 100%. «Una conferma di come il caldo estremo non sia più un disagio stagionale, ma una vera emergenza di sanità pubblica», sostiene il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Alessandro Miani. Stona, in una momento così critico, il messaggio (non il primo) rivolto ai cittadini europei dal segretario all’Energia degli Usa, Chris Wright, per esortarli a ridimensionare portata e effetti di questa anomalia climatica: «In inverno muoiono sempre più persone che in estate, perché il freddo è un killer molto più letale del caldo».























