Garlasco, intercettato il padre di Andrea Sempio: “Venditti ci disse che sarebbe finita presto”

0
Condividi
644 Visite

Nuovo capitolo nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Al centro degli ultimi sviluppi investigativi c’è un’intercettazione che riguarda Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi.

La conversazione, captata dagli investigatori il 17 marzo 2025, è entrata negli atti dell’indagine coordinata dalla procura di Brescia, che sta approfondendo i rapporti tra la famiglia Sempio e l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, magistrato finito sotto inchiesta con l’accusa di corruzione.

Secondo quanto riportato nelle informative dei carabinieri, Giuseppe Sempio avrebbe ricordato alcuni episodi legati alla prima fase investigativa tra il 2016 e il 2017, quando il nome del figlio emerse per la prima volta nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Nel dialogo, avvenuto mentre si trovava in auto con una giornalista, il padre di Andrea parla di un atteggiamento rassicurante avuto da Venditti dopo un interrogatorio.

“Fu l’unica persona che ci disse che quella storia sarebbe finita presto perché non c’era nulla”, avrebbe riferito Giuseppe Sempio agli interlocutori, spiegando di aver interpretato quelle parole come un segnale di fiducia rispetto all’esito delle indagini. Gli investigatori evidenziano inoltre come, nel corso della conversazione, l’uomo confonda più volte il ruolo dell’ex procuratore con quello del giudice per le indagini preliminari.

L’intercettazione è considerata dagli inquirenti un elemento importante nel nuovo filone aperto dalla procura di Brescia, che nelle scorse settimane ha disposto perquisizioni e acquisizioni di documenti nelle abitazioni di alcuni soggetti coinvolti, compresi appartenenti all’Arma che collaboravano con la procura pavese durante le precedenti indagini.

Nel fascicolo investigativo sarebbero presenti anche appunti e annotazioni che gli investigatori stanno verificando per comprendere se vi siano stati eventuali favori o interferenze nella richiesta di archiviazione avanzata all’epoca dalla Procura di Pavia. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sarebbe anche quella di presunti pagamenti destinati a ottenere un esito favorevole del procedimento, circostanza tutta da accertare e al momento ancora oggetto di indagine.

La vicenda riaccende così i riflettori sul caso Garlasco, uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana, mentre le procure di Pavia e Brescia continuano a lavorare su fronti paralleli per chiarire ogni aspetto della nuova fase investigativa.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti