“La scelta di localizzare un CPR sul litorale domizio confligge apertamente con il lavoro portato avanti in questi anni, che ci ha visto tutti coesi nel tentativo di trasformare il lungomare in una reale attrattiva turistica. È una decisione che rischia di compromettere un percorso costruito con responsabilità e visione, e che appare, a tutti gli effetti, una scelta politica strabica”. Il sindacato sottolinea inoltre la propria impostazione, da sempre attenta alle dinamiche sociali del territorio e al fenomeno migratorio nella provincia di Caserta, senza approcci ideologici o contrapposizioni pregiudiziali. L’azione sindacale, viene ribadito, si è sviluppata nel tempo cercando di coniugare legalità, sicurezza, umanità e accoglienza, nella consapevolezza del ruolo dei lavoratori stranieri in diversi comparti produttivi locali. “Nessuno più di noi conosce la realtà del lavoro in questa provincia: interi settori produttivi vedono oggi la presenza determinante di lavoratori stranieri. Per questo abbiamo sempre affrontato il tema dell’immigrazione con equilibrio, evitando contrapposizioni ideologiche e puntando su un modello che tenga insieme diritti, doveri e integrazione reale”, aggiunge Palumbo.
Il punto, secondo la CISAL, non riguarda la negazione degli strumenti di gestione dei flussi migratori, ma la coerenza delle scelte rispetto ai processi di sviluppo in atto. In gioco, viene evidenziato, non vi sarebbe soltanto la collocazione di una struttura, ma la tenuta complessiva di un percorso di rilancio del litorale domizio costruito negli ultimi anni.

























