Da tempo si sentono i suoni dei flauti incantatori della sinistra che per circa un trentennio hanno anestetizzato la vita politica del territorio e della città, soltanto su ideologie partitiche, lasciando cadere in uno stato comatoso la società, l’economia e la cultura, in quel che fu il ridente territorio ai piedi della collina dei Camaldoli.
In questi primi sprazzi di anticipo di eventuale campagna elettorale del 2027, gli unici che si stracciano le vesti facendo la usuale mistificatrice pseudopolitica di controllo e verifica della vita amministrativa della città sono gli stessi che hanno avuto un ruolo non marginale nella politica degli ultimi 30 anni.
Con risultati che sono sotto gli occhi di tutti: degrado in ogni settore della vita socio-politico-culturale del territorio e stato comatoso della comunità.
Ogni singolo cittadino potrà riscontrare attraverso i social e i vari proclami degli pseudici promotori del “nuovismo” che questi rispondono agli stessi nominativi di coloro che facevano parte della politica del 1994, anno di inizio della grande mistificazione politica (come le cronache hanno narrato ), come parte integrante o come attivisti attivi di quella stagione politica che tante zone d’ombra ci ha raccontato.
Marano non ha bisogno della fotocopia politica del passato che tanto male e danno ha fatto alla nostra comunità. Marano ha bisogno di una politica che parte dal basso e non dalle segreterie dei partiti,di discontinuità, attraverso l’impegno di volenterosi che abbiano come unico obiettivo il bene comune della città e del territorio, per troppo tempo vilipeso e offeso dall’ideologia mistificatrice rossa.
L’ impegno per il bene comune della città si deve sviluppare attraverso il laboratorio dei cittadini,che si confrontano sui problemi reali della comunità,mettendo da parte i personalismi con l’obiettivo di trovare la sintesi in una persona che conosca il territorio, la sua comunità i fatti e smisfatti di questa e che sappia garantire cinque anni di amministrazione.
Michele Izzo
Marano, Izzo attacca i responsabili di scioglimenti e mala amministrazione: “Basta vecchia politica, serve discontinuità e progetti nuovi”
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