Trapianto di cuore fallito al Monaldi, spunta un secondo caso: un’altra famiglia valuta la denuncia

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Non solo il caso del piccolo Domenico Caliendo. Un’altra famiglia si è rivolta allo studio legale dell’avvocato Francesco Petruzzi per chiedere chiarimenti su un precedente trapianto di cuore pediatrico conclusosi tragicamente. L’episodio, avvenuto circa cinque anni fa, potrebbe ora essere oggetto di ulteriori approfondimenti dopo le recenti rivelazioni legate alla vicenda del bambino di due anni e cinque mesi morto quindici giorni fa.

«Un’altra famiglia si è rivolta al mio studio per un altro trapianto di cuore con esito negativo e stiamo continuando con le nostre indagini difensive per far emergere tutta la verità su quanto successo a Domenico Caliendo», ha spiegato Petruzzi, legale dei genitori del piccolo, Patrizia e Antonio. L’avvocato ha ribadito di avere «piena fiducia nella magistratura e nel lavoro che si sta facendo su questo caso».

Il piccolo Domenico era stato sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre scorso all’ospedale Monaldi di Napoli. Dopo l’intervento il bambino era entrato in coma farmacologico, rimanendovi per circa due mesi prima del decesso. Sulla vicenda sono attualmente in corso indagini coordinate dalla Procura di Napoli e affidate ai carabinieri del Nas.

Parallelamente, però, emerge un altro episodio che potrebbe riaprire interrogativi. Una seconda famiglia starebbe infatti valutando la possibilità di chiedere verifiche su un trapianto cardiaco pediatrico effettuato nel 2021 e conclusosi con la morte della piccola paziente a causa di una crisi di rigetto sopraggiunta in una fase successiva.

«Durante i primi colloqui mi hanno riferito comportamenti anomali da parte di alcuni medici», ha aggiunto Petruzzi. I dubbi dei familiari sarebbero nati proprio dopo le prime notizie emerse sul caso di Domenico Caliendo. Fino ad ora, tuttavia, non era stata presentata alcuna denuncia per quanto accaduto all’epoca.

Tra gli elementi che avrebbero attirato l’attenzione dei genitori ci sarebbe anche l’utilizzo, in entrambe le situazioni, dello stesso box-frigo di vecchia generazione impiegato per il trasporto dell’organo, un dettaglio che ora potrebbe essere oggetto di ulteriori verifiche nell’ambito degli accertamenti in corso.

Resta da capire se la seconda famiglia deciderà effettivamente di presentare un esposto formale. Nel frattempo le indagini sul caso del piccolo Domenico proseguono, con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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