Direttore, con educazione e rispetto, voglio rispondere all’intellettuale Aldo Cazzullo, al quale non piace la canzone vincitrice del festival di Sanremo e forse non piace neanche il nostro Sal Da Vinci. Su qualsiasi tematica, e quindi anche su quella canora, il dibattito è sempre elemento di partecipazione, nel rispetto di chi si dichiara favorevole al verdetto o di chi non l’accetta. Sommessamente penso che un uomo di cultura dovrebbe essere equilibrato nelle parole, cercando di essere sempre rispettoso, al di là dei gusti personali nei giudizi, e cercare, visto il proprio alto profilo d’intellettuale, di capire il perché migliaia di persone si siano dichiarate favorevoli a un testo canoro che è sempre cultura, ma che a lui non dice niente. Cercare di rispettare senza offendere chi la pensa diversamente da lui. Non si può paragonare un artista a un altro, in quanto ogni artista è unico e irripetibile, ma esprime pur sempre cultura, e questo lo dovrebbe sapere un intellettuale di alto rango. Ci auguriamo che a breve giungano le scuse al popolo napoletano, alla sua cultura e a tutti gli artisti di questo genere melodico. Poi la canzone può piacere o meno, questo fa parte della gara, ma il tutto va espresso con rispetto e pacatezza nei termini. Signor Cazzullo, la stragrande maggioranza dei napoletani rappresenta una cultura geniale nella sua laboriosità, nell’educazione che rappresentano e nel rispetto delle istituzioni, e Sal Da Vinci è un suo degno rappresentante; la canzone che ha vinto Sanremo è melodia che sta valicando i confini nazionali ed europei… ne prenda atto.
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