A Marano c’è chi, all’improvviso, si riscopre nostalgico della “grande stagione luminosa” morriana. Il Barbiere di Siviglia, che pettina i fatti, li spunta e li mette in piega fino a far sembrare oro colato ciò che, in realtà, aveva riflessi molto opachi. Nella sua narrazione tossica, all’epoca di Morra c’erano luci, atmosfera e progresso; oggi invece un buio imbarazzante, si ometta di dire che le procedure e le anomalie sugli affidamenti erano evidenti e palesi.
Prendiamo il caso delle luminarie. Nel 2023 il servizio fu affidato a Coralux Creation di Scuotto Antonietta. Nel 2024 lo stesso servizio, per € 45.000 IVA compresa, viene assegnato a Coralux Events Srls, società con la stessa titolare, stessa sede e stessa attività. Le norme sui contratti pubblici non vietano riaffidare al medesimo operatore, ma richiedono un’adeguata motivazione e il rispetto del principio di rotazione. È difficile far passare come “rotazione” un cambio di nominativo senza alcuna reale discontinuità. Ma nel racconto del figaro questo dettaglio viene omesso. Ancora più eloquente è il capitolo antimafia, quello che fa più clamore. L’affidamento delle luminarie 2024 viene deciso il 9 dicembre 2024. Lo stesso giorno, con protocollo Pr_NAUTG_ingresso_0478774_20241209, viene inoltrata alla Prefettura la richiesta di informativa antimafia. Nessuna attesa dei 30 giorni dilatori obbligatori previsti dal d.lgs. 159/2011. Tradotto: si stipula prima di sapere se l’operatore fosse apposto con l’antimafia, in violazione alla prudenza amministrativa e agli obblighi di legge per un ente già proveniente da uno scioglimento. Ma questo passaggio nel racconto del Barbiere non appare.
Eppure, questi elementi non furono dettagli di poco conto, ma oggetto di rilievo ispettivo da parte della Commissione d’Accesso che ha poi suggerito lo scioglimento del Comune al Prefetto di Napoli. Ecco perché questa “nostalgia canaglia” risulta quantomeno bizzarra: si invoca il ritorno delle luci, ma si dimentica come venivano accese. Se oggi i cittadini vedono strade più buie, è forse anche perché qualche funzionario che prima si prestava alle richieste della politica oggi ha deciso di fare marcia indietro, scaricando tutto il lavoro sulla Commissione Straordinaria. Un fatto che dovrebbe far riflettere eccome, eppure il figaro reclama atmosfera, ma trascura una verità elementare: la legalità non è un concetto astratto. Richiede rispetto delle norme, rotazione, controlli antimafia preventivi e non posticipati a spettacolo già venduto. Insomma, il Barbiere rimpiange le luminarie ma non menziona il costo giuridico, amministrativo e politico di quelle installazioni. Forse perché non ne capisce davvero nulla. E, forse, non sa che i progetti sono arrivati in ritardo e che qualcuno al Comune – non i commissari – non ha voluto o saputo fare gli straordinari.
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