Negli ultimi mesi, attorno al Comune di Sorrento, si è addensato un clima sempre più torbido, segnato da vicende giudiziarie e intrecci che destano forti perplessità sull’operato amministrativo.
Al centro dell’attenzione, oltre alle ipotesi di irregolarità nella gestione degli appalti, vi è anche l’ormai nota figura di Lello il “sensitivo”, personaggio con presunti legami con ambienti dei clan casertani, la cui vicinanza al sindaco Massimo Coppola e la presenza negli ambienti comunali hanno sollevato più di un interrogativo sul livello di permeabilità delle istituzioni locali. Ricordiamo che Coppola è indagato per corruzione, turbativa d’asta, peculato e induzione indebita a dare o promettere utilità
A questo scenario si aggiunge un elemento ancor più inquietante: secondo quanto riportato dal giornalista Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano, e come emerge dal rapporto conclusivo della Guardia di Finanza, ben 35 procedure di affidamento – tra gare pubbliche e affidamenti diretti – sarebbero risultate viziate da evidenti interessi corruttivi o inquinate da elementi di turbativa d’asta, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata che coinvolge anche il sindaco Massimo Coppola.
Alla luce di un quadro così compromesso, non è più rinviabile l’invio di una Commissione di accesso agli atti presso il Comune di Sorrento. La Prefettura di Napoli, chiamata a vigilare sulla correttezza e la trasparenza della gestione amministrativa, non può restare immobile di fronte a fatti tanto gravi e documentati.
Alla luce di tutte queste risultanze, che ogni giorno si fanno sempre più frequenti, la Prefettura che valutazioni sta facendo? E il Ministero dell’Interno?
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