C’è un detto popolare, probabilmente coniato proprio nei corridoi del Comune di Marano, che recita: “Non si muove foglia che i due Gianni non vogliano”. E no, non si parla di botanica né di poesia. Si parla di potere, quel potere silenzioso ma decisivo, quello delle retrovie, che guida la mano incerta e spesso tremolante della politica locale.
I Gianni della Provvidenza
Giovanni Napoli, alias l’Ammiraglio, e Giovanni Silvestri, “l’Urbanista di ferro”, sono le vere colonne – o se preferite i pilastri anti-sismici – della giunta Morra. In un esecutivo di qualità variabile (più verso il basso che verso l’alto), dove l’unica luce accesa pare essere quella di Tina Russo, i due tecnici storici rappresentano una certezza. Un po’ come il traffico su via Merolla o i lavori stradali mai finiti: ci sono, da sempre.
Napoli, proveniente da Pomigliano, da oltre 25 anni naviga tra appalti, ME.PA. e bandi con l’eleganza di un comandante di lungo corso, un perenne navigatore in crociera tra le secche della burocrazia e le onde anomale della legalità. È sopravvissuto a sindaci, commissari, accuse più o meno sussurrate e crisi di giunta come il prezzemolo: sempre presente. Un camaleonte amministrativo, capace di adattarsi a qualsiasi clima politico e di riciclarsi con la stessa velocità con cui a Marano si cambiano le panchine… rotte.
Silvestri, invece, è l’archivio vivente del piano regolatore. Conosce i confini più della Guardia di Finanza e i condoni edilizi più delle agenzie immobiliari. È l’uomo del “tecnicamente si può fare”, quello che ha cucinato – a fuoco alto e senza cappa – il caso della scuola di San Rocco. Una scuola non scuola, priva di contratto di fitto, di lavori adeguati e, secondo qualcuno, anche di buon senso. Ma lui l’ha costruita da par suo, facendosi coprire da una bella delibera di giunta, e ora – per Morra che lo ha promosso funzionario – si sta adoperando sui beni confiscati.
I veri registi della giunta Morra
Mentre Morra cerca di tenere insieme una maggioranza qualitativamente scarsa (alcuni consiglieri sanno a stento scrivere due righe in italiano), ma sostenuta da quattro consiglieri di minoranza che ormai sono spudoratamente in maggioranza, sono i due Gianni a suggerire le mosse, o quanto meno a trovare “vie d’uscita tecniche” dai vicoli ciechi della politica. La loro forza non sta solo nella memoria istituzionale (che ormai coincide con la memoria storica dell’intera città), ma in una rete di relazioni, conoscenze, approvazioni, ragionamenti e riflessioni.
Sì, perché a Marano le vere guerre non si fanno sui valori, ma spesso su appalti e concessioni edilizie. E in questo campo, i due Gianni sono come il barattolo di vernice nella stanza dei bottoni: chi lo maneggia male rischia di restare macchiato per sempre.
E domani? Sindaci (tecnici) crescono?
Secondo alcune voci di corridoio – quelle che a Marano valgono quanto una conferenza stampa ufficiale – se il Comune dovesse essere nuovamente sciolto per camorra (ipotesi che in città non è vista come catastrofe, ma quasi come tradizione), i due Gianni potrebbero passare dal retroscena alla ribalta. Altro che tecnici: candidati perfetti, dicono gli esperti. Gente che sa come si fa, che conosce tutto e tutti.
Conclusione: la croce e la delizia
La giunta Morra è tenuta in piedi da un filo sottile, che ha il volto e la firma dei due Gianni. Croce per chi vorrebbe un’amministrazione rinnovata, delizia per chi ama le certezze. E in fondo, a Marano, si sa: meglio un tecnico navigato che un politico improvvisato. Anche se ogni tanto sarebbe bello ricordarsi che la politica è fatta per imprimere svolte, non solo per sopravvivere alle stagioni o trovare le pezze a colori per vicende intricate.
Nel frattempo, si va avanti. A passo di regolamento edilizio. Con una scuola non scuola e un Comune che cammina su un equilibrio delicatissimo. Ma tranquilli: ci pensano i due Gianni.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews


























