Regionali in Campania, Costa avanza: Fico sempre più isolato

0
Condividi
906 Visite

Se lo dice Mario Casillo, notoriamente schivo e tutt’altro che incline a concedersi ai microfoni, c’è da crederci. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale – capace di spostare da solo circa 40mila preferenze tra Giugliano e dintorni – ha lasciato intendere chiaramente ai suoi colleghi di maggioranza che la partita per le Regionali si chiuderà prima della prossima Direzione nazionale del Partito democratico, prevista tra il 21 e il 24 luglio. «Così mi dicono da Roma», ha scandito parola per parola, perché il messaggio arrivasse forte e chiaro.

Nel giro di una quindicina di giorni, dunque, il centrosinistra avrà il suo candidato per la guida della Campania. Ma tutto, proprio tutto, suggerisce che il nome di Roberto Fico verrà superato. E che a scalare posizioni in modo deciso sia quello di Sergio Costa, vice presidente della Camera ed ex Ministro dell’Ambiente.

Il Movimento 5 Stelle manterrà l’indicazione, ma non su Fico

La linea di fondo non cambia: il candidato sarà espresso dal Movimento 5 Stelle, in ossequio agli accordi nazionali. Ma su chi, nel concreto, debba essere questo nome, si sta giocando una partita delicata. L’unità della coalizione viene prima di tutto, e nessuno, nemmeno Vincenzo De Luca, mette in discussione il diritto del M5S di guidare la proposta. Tuttavia, quel candidato non potrà essere Roberto Fico. Non solo perché, come ha più volte sottolineato lo stesso De Luca, si tratterebbe di un nome che ha fatto opposizione per un decennio al governo regionale, ma soprattutto perché è all’interno dello stesso Movimento che Fico non convince del tutto.

Sergio Costa, il nome della convergenza

E qui entra in gioco Sergio Costa. Figura istituzionale, apprezzata anche tra i moderati, già Ministro con Giuseppe Conte, oggi vice presidente della Camera: Costa è il nome che può mettere d’accordo tutti. È lui l’opzione su cui si starebbe coagulando il consenso, non solo all’interno del Movimento ma anche tra i deluchiani più intransigenti, quelli che su Fico hanno già alzato un muro.

Michele Cammarano, consigliere regionale del M5S, ha dichiarato che Fico, Costa, Castellone o De Raho siano “tutti nomi di livello”, ma ha ribadito l’importanza di una scelta condivisa. E Costa, rispetto a Fico, ha un vantaggio decisivo: non spinge De Luca allo strappo.

Il fronte deluchiano è già in mobilitazione

La posizione del governatore è chiara: nessuna chiusura pregiudiziale, ma serve un nome che non neghi dieci anni di governo. Parole simili sono arrivate da esponenti di strettissima osservanza deluchiana. Nello Mastursi ha parlato di “qualsiasi nome, purché condiviso”. Diego Venanzoni ha confermato il diritto del M5S a indicare il candidato, ma ha posto un veto implicito su Fico, chiedendo una figura che raccolga il pieno sostegno del presidente uscente. E Peppe Sommese, capogruppo di Azione, ha ribadito che l’elettorato centrista e moderato campano non digerirebbe mai un nome come quello di Fico.

A rafforzare il quadro c’è anche Lucia Fortini, che ha ribadito come “a queste latitudini il Pd è De Luca” e che serve una sintesi rispettosa del lavoro fatto in questo decennio. Il messaggio è chiaro: il presidente non vuole rompere, ma è pronto a farlo se messo all’angolo.

Il punto è vincere. E con Costa si vince

Anche Giuseppe Conte sembra orientato a evitare uno scontro: ha parlato di responsabilità, di un programma condiviso e della volontà di individuare il miglior candidato possibile. Il Movimento vuole vincere. E con Costa, a differenza di Fico, si può vincere facile.

Costa non è un ripiego. È un esponente autorevole del Movimento, con credibilità nazionale e un profilo istituzionale spendibile anche fuori dai confini campani. La sua candidatura può rafforzare l’alleanza progressista, aprendo varchi anche nell’area moderata, che con Fico rischierebbe di sfilarsi.

In sintesi

La corsa alla presidenza della Regione Campania è entrata nel vivo, ma il sorpasso sembra ormai avvenuto: Sergio Costa è il nome in pole, Roberto Fico quello destinato al passo indietro. Per tenere unita la coalizione, per non rompere con De Luca, ma soprattutto per vincere. E oggi, per il Movimento 5 Stelle e per il centrosinistra, questa è la vera priorità.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti