Ormai, sempre più frequentemente, si tende a consumare cibo a basso contenuto di grassi come ad esempio latticini, yogurt e latte scremato, carni magre come il pollo, legumi e cereali integrali. Anche per quanto riguarda i dolci, vengono scelti quelli a basso contenuto calorico: delle ricette con pochi grassi ma allo stesso tempo golose. Come scritto da Valter Longo in un approfondimento pubblicato sul Corriere della Sera, è negli anni ’80 e ’90 che questo movimento, quello degli alimenti low fat, ha cominciato a prendere prepotentemente piede. In realtà, però, come scritto da Longo, l’ideologia che negli Stati Uniti ha iniziato ad emergere già negli anni ’50, si è inizialmente basata su un errore. Secondo il movimento low-fat, infatti, la limitazione di tutti i tipi di grasso sarebbe stata responsabile per la riduzione della mortalità dovuta a malattie cardiovascolari.
Uno studio recente svolto in Spagna, è riuscito a smentire con forza questa tesi, evidenziando come l’olio di oliva e la frutta a guscio, alimenti con grandi quantità di grassi, riducano nettamente infarti e ictus.
La ricerca ha coinvolto 7 mila persone over 55, a rischio per malattie cardiovascolari, che sono state divise in tre gruppi. A due è stato chiesto di adottare una dieta mediterranea che includeva rispettivamente un litro a settimana di olio d’oliva extravergine o 30 grammi al giorno di noci, nocciole e mandorle, mentre al terzo gruppo è stato detto di seguire una dieta con pochi grassi.
I risultati dello studio hanno evidenziato come dopo cinque anni nelle persone che hanno fatto parte dei due gruppi con una dietà ad alto contenuto di grassi, assunti con l’olio d’oliva e la frutta a guscio, c’è stato una notevole riduzione di infarti e ictus. Dei dati che sono in linea con le pubblicazioni della Harvard School of Public Health: secondo cui un consumo relativamente alto di grassi di origine vegetale, insieme a un basso apporto di proteine di origine animale, è associato a una riduzione della mortalità dovuta a ictus, infarti, e a tutte le cause. Al contrario, quindi, consumare un alto numero di proteine e grassi di origine animale comporta un aumento del rischio di morte causate da malattie cardiovascolari.
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