Carmine Gallo, originario di Gragnano, è un poliziotto, sarebbe stato lui, secondo le accuse, a effettuare materialmente gli “accertamenti” nelle banche date strategiche nazionali. Enrico Pazzali, invece, un manager che è stato capace di attraversare le più disparate stagioni della politica, avrebbe agito come consulente.
Sono due dei protagonisti dell’inchiesta della Procura di Milano, che coinvolge 60 indagati accusati, a vario titolo, di concorso negli accessi abusivi alle banche.
Prima, la lunghissima vita nella polizia. La seconda, iniziata nel 2018, da amministratore delegato di una società specializzata in analisi antifrode per imprese e investigazioni private con sede tra piazza Fontana e corso Vittorio Emanuele. Ecco l’identikit di Carmine Gallo, l’ex superpoliziotto finito ai domiciliari nella giornata di venerdì 25 ottobre con l’accusa di aver preso parte a un’associazione a delinquere finalizzata agli accessi abusivi di banche dati strategiche nazionali per carpire informazioni sensibili e segrete e venderle al miglior offerente.
La carriera
Entrato in polizia nel 1978, dopo una prima esperienza all’Antiterrorismo della Digos di Milano, Gallo ha iniziato a specializzarsi nel contrasto alla ‘ndrangheta, prima a Locri nel Gruppo operativo antisequestri e poi all’ombra della Madonnina alla Polizia criminale Lombardia e alla Dia. È la stagione dei rapimenti, che il poliziotto di origini napoletane vive in prima linea: da quello di Cesare Casella, sequestrato a Pavia il 18 gennaio 1988 e rilasciato il 30 gennaio 1990 dopo due anni di prigionia in Aspromonte, a quello dell’imprenditrice Alessandra Sgarella, sparita l’11 dicembre 1997 in viale Caprilli, portata prima a Buccinasco e poi in Calabria e infine liberata il 4 settembre 1998 dopo 266 giorni in mano ai sequestratori.


























