Sulle pagine del Mattino di Napoli, stamani, la mezza “lagna” del sindaco di Giugliano Nicola Pirozzi, che, incalzato dal suo partito, il Pd, ora annuncia di essere pronto a dare uno scossone al municipio e ad adottare scelte (un rimpasto e nulla più) di discontinuità per fugare i dubbi sorti dopo le tante inchieste della magistratura e l’arresto di un consigliere comunale, Liccardo, e del responsabile del settore politiche sociali, De Rosa.
Pur ritenendo Pirozzi una persona perbene, è troppo poco per fugare dubbi e per proseguire. Ci sono diverse inchieste su Giugliano, troppe ombre, troppi scandali, di recente anche nell’isola ecologica. Un rimpastino, ovvero una spolverata di vernice per tentare di invertire il trend, non è la soluzione. Qualsiasi altro comune italiano, con i fatti verificatisi a Giugliano, sarebbe già stato destinatario dell’invio di una commissione d’accesso. Chi conosce Giugliano sa bene che torbida non è solo la questione Anthares o dei gettoni di presenza, ma c’è dell’altro, spesso legato al filo del cemento, distribuito ormai a iosa in tanti punti del territorio. Ci sono esponenti politici ancora in Consiglio comunale su cui, da tempo, si addensano nubi fosche.
Il prefetto di Napoli avrebbe già da tempo dovuto inviare la commissione d’accesso. E non solo a Giugliano. Per molto, molto meno sono stati sciolti tanti comuni della provincia di Napoli. Di Bari lo sa?