Truffe sui migranti in Campania, nuova retata dopo la denuncia di Meloni. De Luca ironizzò, ma ha torto

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Stanno proseguendo regolarmente al porto di Salerno le operazioni di sbarco dei 387 migranti arrivati a bordo della "Ocean Viking". Nonostante gli appelli rivolti da Regione Campania e Comune di Salerno a far osservare la quarantena a bordo dopo alcuni casi positivi emersi tra i profughi, le attività stanno proseguendo come da programma. La protezione civile, di volta in volta, sta distribuendo mascherine, panini e succhi di frutta ai migranti che, dopo le operazioni di foto-segnalamento, vengono trasferiti con pullmini in via Dei Carrari, nella sede della Protezione Civile, dove prosegue l'iter per lo smistamento nei centri individuati. TWITTER SOS MEDITERRANEE ITA +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++
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Un’altra retata, ancora una volta per la truffa del click day, ancora una volta in Campania, stavolta proprio a Salerno, la roccaforte politica del governatore Vincenzo De Luca, quello che solo qualche settimana fa aveva polemizzato e ironizzato sulla denuncia che era partita direttamente dal premier Meloni alla Procura Antimafia.

Fino a 2mila euro per ogni nulla osta e visto rilasciato e altri 2mila euro per ogni contratto fittizio di lavoro firmato: queste le somme che pagavano i cittadini extracomunitari per ogni istanza inoltrata durante i “click day” legati al Decreto Flussi. La Dda di Salerno ha fatto luce su oltre 2.500 istanze strumentali all’ingresso fraudolento di cittadini extracomunitari in Italia inoltrate verso diverse Prefetture di tutta Italia. Le indagini sono culminate oggi nell’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 47 indagati. Le indagini, svolte in coordinamento con il Procuratore nazionale antimafia, hanno consentito di ricostruire l’intero sistema illecito, a partire dalla costituzione di società ad hoc e dall’utilizzo fraudolento dell’identità digitale di imprenditori ignari, allo scopo di consentire l’inserimento delle istanze per l’ottenimento del nulla osta all’ingresso sul territorio nazionale. Venivano poi individuati imprenditori, addetti ai patronati e liberi professionisti che dietro pagamento di denaro da parte dei cittadini extracomunitari interessati predisponevano ed effettuava l’inserimento e curavano le successive pratiche burocratiche. Infine un gruppo di soggetti, alcuni dei quali già condannati per il delitti di associazione mafiosa con riferimento al clan camorristico Cesarano attivo a Pompei e Castellammare di Stabia e con propaggini nella provincia di Salerno, riciclavano gli ingenti proventi derivanti dall’attività illecita.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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