Le Iene e il servizio contro gli arbitri italiani. Il Giudice Visone: “Il Sistema è al collasso, Rocchi deve lasciare. Possibile frode sportiva? Potrebbero esserci gli estremi”.

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Giuseppe Visone, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, esperto e competente di calcio, ha rilasciato a Terranostranews alcune dichiarazioni dopo il servizio delle Iene in cui è stata riportata la testimonianza anonima di un «arbitro di Serie A», che ha denunciato «anomalie del sistema di valutazione arbitrale e decisioni errate».

Dottor Visone cosa ne pensa?

“Allora innanzitutto premetto che non amo particolarmente le denunce anonime perché quando si fanno determinate accuse, piuttosto gravi, importanti e circostanziate, è necessario metterci la faccia. Esporsi implica una forma di assunzione di responsabilità ma mi rendo conto che in un determinato mondo, in determinate circostanze, diventa complicato metterci la faccia. La persona intervistata dalle Iene, data la conoscenza, la competenza e la qualità delle argomentazioni e delle informazioni in suo possesso, è sicuramente un soggetto qualificato e intraneo alle dinamiche che riguardano la serie A.

Cosa sta succedendo nel mondo arbitrale?

La prima riflessione che bisogna fare è la seguente: se un arbitro in carriera, in questo momento, si spinge a denunciare pubblicamente in una trasmissione così seguita come “Le Iene”, vuol dire che il sistema è davvero al collasso e che si sta assistendo ad una guerra fratricida all’interno della classe arbitrale stessa. Mette in luce anche l’esistenza di un clima di omertà ed intimidazione che esistente nell’AIA.

Nel merito io credo che il vero problema sia legato all’utilizzo della tecnologia che in qualche modo si è cercato di limitare e si è voluto rendere discrezionale, quando in realtà rappresenta l’unica vera occasione per ridare trasparenza ed equità al calcio italiano, per troppi anni condizionato da fattori esterni.

La soluzione?

Allargare le maglie del protocollo e l’ambito di operatività del Var è diventato fondamentale. Occorre in primo luogo consentire, come avviene nel tennis col challenge, alle società di invocare l’intervento del Var, durante le gare, così da sottrarre margine di discrezionalità nell’uso della tecnologia.

Rafforzare la Trasparenza

Bisogna intervenire anche sul fronte della trasparenza. È necessario divulgare subito o quasi subito le comunicazioni che intercorrono tra arbitro e Var. Inoltre i direttori di gara che si avvalgono del supporto della tecnologia non devono essere in alcun modo penalizzati. L’arbitro non deve arbitrare contro il Var ma con l’ausilio della video assistenza. Lo strumento tecnologico non deve essere vissuto come un esaminatore bensì come un aiuto concreto.

Su Rocchi?

Rocchi non può più essere, a questo punto, il designatore degli arbitri della CAN A e B. Questa è solo l’ultima di una serie di episodi che lo hanno visto protagonista e rispetto ai quali ha una responsabilità diretta. Ricordiamo come accusava in conferenza stampa i giocatori del Verona per il rigore sbagliato al fine di giustificare gli errori commessi da Fabbri. Designare Rapuano in finale di Supercoppa? Anche questa è stata una scelta discutibile. Sapevamo dapprima che gli ufficiali designati non erano tra i migliori. Errore che vale doppio soprattutto perché si giocava una finale, in un palcoscenico internazionale in cui si promuoveva il calcio italiano.

Cosa può accadere sul fronte della giustizia sportiva e ordinaria?

E’ una denuncia anonima quindi inutilizzabile a fini probatori, ma ci sono gli estremi per una iscrizione per frode sportiva e per avviare un’indagine.

 

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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