Cattura del boss Gigi Cacciapuoti, arrestata anche la donna che si trovava con lui

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Arrestato dai carabinieri Luigi Cacciapuoti, il boss di Villaricca condannato a 15 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso e latitante da tempo. Era nascosto a Varcaturo, in una villa sontuosa, mentre prendeva il sole in compagnia di una donna, non lontano dalla Sua città Natale, ed è stato arrestato in flagranza di reato anche per il possesso di un documento di identità contraffatto. Per tale episodio sarà sottoposto ad udienza di convalida dell’arresto innanzi al GIP del Tribunale di Napoli Nord presso il carcere di Secondigliano, in presenza dei Suoi difensori di fiducia Avvocati Luigi Poziello e Raffaele Chiummariello, sarà sottoposto ad interrogatorio. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di una seconda persona che avrebbe favorito la sua latitanza. Una donna, Luongo Piera classe 72, che è stata arrestata con l’accusa di favoreggiamento personale aggravato dal metodo mafioso, che è stata portata presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere per essere sottoposta ad udienza di convalida dell’arresto, sempre dal GIP del Tribunale di Napoli Nord. Luigi Cacciapuoti classe 1959 detto GIGI è ritenuto il boss indiscusso di Villaricca, insieme al cognato Domenico Ferrara classe 1957, era stato condannato con Sentenza del 2017 dal Tribunale di Napoli per associazione a delinquere di stampo mafioso, deve scontare 15 anni di carcere. Già in passato è stato sottoposto al regime di carcere duro previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario. È il fratello di Filippo e Giuseppe Cacciapuoti, nonché zio dei due Domenico Cacciapuoti, classe 85 e classe 90, tratti in arresto lo scorso Giugno sempre con l’accusa di associazione di stampo mafioso. A darne notizia lo stesso ministro dell’Interno matteo Piantedosi, che si è complimentato per l’operazione condotta oggi dai carabinieri a Giugliano in Campania, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Dda di Napoli. 
    “Proseguono gli arresti di pericolosi latitanti, frutto delle capacità operative e dell’impegno delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine, al lavoro ogni giorno, nei più diversi scenari, per garantire la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico. A tutti loro va il mio ringraziamento”, ha detto Piantedosi. 
    Il clan ‘bicefalo’ Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca, comune dell’hinterland di Napoli, storicamente rientra (con quello Nuvoletta di Marano di Napoli e dei Casalesi) nel cartello camorristico denominato Nuova famiglia, collegato all’ala corleonese di Cosa Nostra e militarmente contrapposto alla Nco, capeggiata dal defunto Raffaele Cutolo. Con gli anni, poi, gli assetti e il modo di operare sono cambiati e il clan di Villaricca ha sempre più sviluppato la sua vocazione imprenditoriale, nel settore dell’edilizia, della ristorazione, della commercializzazione di generi alimentari e, in particolare, degli idrocarburi. 
    Un duro colpo al clan Ferrara-Cacciapuoti è stato assestato all’inizio dello scorso mese di giugno quando Carabinieri e Gdf, coordinati dalla Dda, hanno notificato 19 arresti. Il clan, è emerso, sviluppava un ricco volume d’affari, come dimostrato dal ‘business’ delle undici società sequestrate – 16 milioni all’anno – ma anche dall’alto tenore di vita degli affiliati. 
    Luigi Cacciapuoti è considerato elemento di vertice dell’organizzazione camorristica, che vantava ottimi rapporti, anche d’affari, con federazioni criminali di rango come l’Alleanza di Secondigliano e, come detto, il clan dei Casalesi. 
    Accanto all’imprenditoria il clan di Villaricca gestiva anche il traffico di droga, le estorsioni e aveva un’importante disponibilita’ di armi. Infatti se a occuparsi degli affari, hanno evidenziato le indagini, erano i Ferrara, ai Cacciapuoti invece era stata delegata l’ala militare.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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