Pietra quasi tombale del Consiglio di Stato sulla vicenda del complesso Galeota, il bene realizzato in modo illegittimo dalla società di Angelo Simeoli una ventina di anni fa. I giudici hanno accolto 3 ricorsi dei titolari degli appartamenti che li avevano acquistati da Simeoli anni prima che il Comune di Marano – avvenne solo nel 2014 – emanasse gli atti di revoca della Dia presentata a suo tempo all’ufficio tecnico comunale. Solo da quel momento, ovvero anno 2014, il bene era diventato abusivo.
Il Consiglio di Stato, pur ribadendo che l’intervento edilizio messo in atto dalla società di Simeoli non poteva essere realizzato in quel modo (il bene sorge su un’area agricola e il piano regolatore vigente contemplava solo lavori di restauro e di valorizzazione della vecchia masseria), evidenziano che gli atti posti in essere dal Comune di Marano sono tardivi, poiché arrivati a 10 anni e più dai fatti; che chi ha acquistato casa lo ha fatto quando il bene non era ancora stato dichiarato abusivo e che anzi il Comune – periodo 2004-2005- aveva pure paventato la possibilità di sanare le irregolarità.
E ancora: che l’accoglimento di un analogo ricorso al Presidente della Repubblica, vinto da un altro acquirente ed occupante qualche anno fa, crea naturalmente un precedente anche per gli altri appellanti. E inoltre: che il Comune avrebbe dovuto motivare meglio, in modo più approfondito, gli atti redatti e propedeutici alla revoca della Dia.
La sentenza è stata pubblicata il 5 dicembre scorso. Il 9 dicembre del 2022, ovvero quando ormai la sentenza era già pubblica da 4 giorni, i commissari alla guida del municipio diramavano un comunicato con il quale annunciavano che in quella struttura – abusiva – sarebbe sorta una scuola per i ragazzi di San Rocco. I commissari riferivano anche di sgombero imminente degli occupanti. Si chiude nel peggiore dei modi, dunque, questa pagina (per molti versi amara) del commissariamento del Comune di Marano. La sentenza era stata scritta il 29 settembre del 2022 e pubblicata il 5 dicembre.
Quattro attuali occupanti possono dunque rimanere nelle loro abitazioni. Lo scandalo degli scandali, iniziato nel 2004 e che oggi è contemplato in un processo a carico dell’ex sindaco Bertini e dello stesso Angelo Simeoli, è uno dei tanti esempi di pessima amministrazione maranese. Gli errori (definiamoli così) commessi all’epoca hanno inficiato tanto del successivo. Un’ennesima vergogna.
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