Antonio Polverino, meglio noto come “Zi Totonno”, è stato trasferito in un centro di riabilitazione. L’uomo, gravemente malato, era detenuto da due anni. Polverino, 78 anni, è lo zio del capoclan Giuseppe, arrestato in Spagna nel 2012 e tuttora rinchiuso – in regime di 41 bis – nel carcere sardo di Bancali.
“Zi Totonno” deve scontare una condanna (sentenza definitiva) a 12 anni e 7 mesi per associazione mafiosa. Dopo aver trascorso un lungo periodo agli arresti domiciliari, sempre motivi legati al suo stato di salute, nel novembre del 2020 fu condotto in carcere dai carabinieri della compagnia di Marano. In cella è rimasto fino a poco tempo fa, quando il tribunale di sorveglianza – su istanza dei suoi legali – ha dato il via libera al trasferimento in una apposita struttura.
Il suo prestigio era cresciuto a dismisura durante i lunghi periodi di latitanza nel nipote Giuseppe, indiscusso capoclan. “Zi Totonno”, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era il punto di riferimento dei palazzinari, tecnici e politici di Marano e Quarto. Ha avuto un potere enorme ed è stato decisivo, in assenza del nipote, in relazione ad appalti, edilizia e molto altro. Emblematico il caso dell’Ipercoop di Quarto. Fu arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli quattro anni fa, in un casolare di Cassino, in provincia di Latina, dove si nascondeva da diversi anni.
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