“I commissari di Marano hanno fallito”, ora lo dicono tutti. Noi scrivevamo che non era cosa loro più di un anno fa (dopo alcune nomine)

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Ora tutti dicono e tutti scrivono: “hanno fallito, via i commissari dalla città”. Ora lo dicono e scrivono tutti, noi invece lo scrivevamo già un anno e due mesi fa, all’indomani della nomina di alcuni soggetti che oggi supportano la triade commissariale. Avevamo capito con largo anticipo, come era accaduto per lo scioglimento della giunta Visconti, lo scioglimento della giunta Liccardo e l’inchiesta su Bertini e sul Pip, dove si stava andando a parare. Ancora una volta ci tocca dire che avevamo visto giusto, anche se quando le scrivi certe cose sono in pochi a credere.

Oggi Marano è una città sconvolta, distrutta. La cittadinanza è stremata e la protesta dilaga, non solo attraverso le pagine social. La città è in condizioni a dir poco pietose: rifiuti ovunque, tantissime strade chiuse, traffico in tilt, carenza dei ben che minimi servizi, come quello idrico, annosa problematica di una città e di un Comune che non riesce a risollevarsi nemmeno sotto la gestione di tre commissari straordinari. La tematica più sentita, tra le tante, è quella della raccolta rifiuti. Una nuova azienda, la Green line, è subentrata da qualche giorno a Tekra. Ma l’avvento dell’impresa gestita dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafie è stato segnato da difficoltà di ogni genere. Di concerto con i vertici del Comune, si è deciso di effettuare le operazioni di raccolta in mattinata e non più di notte. Il risultato, in termini di pulizia delle strade e di impatto sulla viabilità, è stato fallimentare. I mezzi della ditta, tra l’altro insufficienti per coprire un territorio tanto vasto, bloccano i corsi principali e le aree periferiche. Marano è un imbuto, anche perché – contestualmente – ci sono almeno una decina di arterie chiuse al traffico. In alcune zone – come evidenziato nelle missive inviate al prefetto e al Presidente Sergio Mattarella – la raccolta non viene effettuata anche da dieci e più giorni. Poi c’è il problema del riassetto del territorio, non più eseguito, che non porta benefici perché se non punisci l’incivile che sversa nelle modalità errata nulla cambia, anzi il danno viene fatto solo alle persone virtuose.

Anche le mamme delle scuole di San Rocco, della Amanzio e della Ranucci sono da giorni in prima linea: “Aule gelide per mancanza di carburante e bambini a letto con la febbre – sottolineano a più riprese – Inutili gli appelli rivolti fin qui al Comune”. Ma si potrebbe andare avanti a lungo e parlare delle strade al buio, tantissime, dei pochissimi vigili in strada, della mancanza di un comandante di ruolo, delle strade dissestate, dello stadio chiuso da oltre due anni, del Pip su cui mai si è messo mano e su tanto, tanto altro.

In primavera si tornerà al voto, ma finora partiti e movimenti non si sono sbilanciati. La macchina comunale è una patata bollente per tutti. Il municipio è in dissesto, il personale è ridotto all’osso, i problemi da risolvere sono immani. Non è una sfida per figure “morbide”, per persone prive di mordente, per persone circondate da vecchi politicanti e figure tecniche vicinissime ad ambienti poco raccomandabili. Non è più tempo per certe candidature. Qualcuno se ne vuole rendere conto?

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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