20.42 Danimarca: referendum, 69% sì a adesione a Difesa comune Ue
Secondo i primi exit poll del referendum che si è tenuto oggi in Danimarca, il 69% dei cittadini ha detto sì all’adesione del Paese alla politica di difesa e di sicurezza comune dell’Unione Europea. Il referendum ha chiamato i danesi a esprimersi su una clausola di esclusione volontaria concordata con Bruxelles 30 anni fa che tiene la Danimarca fuori dalla politica di difesa e sicurezza comune nell’Unione europea.

La Danimarca è membro dell’Ue dal 1973, ma ha frenato il trasferimento di più potere a Bruxelles nel 1992, quando il 50,7 per cento dei danesi bocciò il Trattato di Maastricht, il trattato istitutivo dell’Ue. Ma siccome quel trattato per entrare in vigore doveva essere ratificato da tutti gli Stati membri, per convincere i danesi ad approvarlo, Copenaghen negoziò con Bruxelles una serie di esenzioni e alla fine, l’anno successivo, i danesi lo approvarono. Da allora, la Danimarca è rimasta al di fuori della moneta unica europea, l’euro (che ha respinto in un referendum del 2000), così come dalle politiche comuni in materia di giustizia, affari interni e difesa
20.35 Kiev: civili rifugiati in fabbrica chimica Azot a Severodonetsk
“Ci sono civili nei bunker” della fabbrica chimica Azot di Severodonetsk, dove potrebbero esserci ancora depositi di sostanze chimiche pericolose. Lo ha detto il governatore della regione di Lugansk, Serhiy Gaidai, dopo l’esplosione di ieri di un deposito di acido nitrico, provocata secondo Kiev da un raid russo sull’impianto. “Ma non sarà una seconda Azovstal perché quella aveva una vasta città sotterranea, cosa che l’Azot non ha”, ha aggiunto, citato dal Guardian.
19.50 Slittano le nuove sanzioni Ue. Orbàn ancora contrario
Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione degli ambasciatori Ue che doveva dare il via libera formale al sesto pacchetto di sanzioni. Questa volta, dopo la questione dell’embargo al petrolio, il veto ungherese è stato posto sull’inserimento nella lista degli individui colpiti del patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill. Ora gli ambasciatori dei 27 Stati membri presso l’Ue dovranno convocare un nuovo incontro.
19.43 I Paesi petroliferi a colloquio con russi e ucraini
I paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) hanno trasmesso oggi al ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, una “posizione unitaria” sull'”impatto negativo” della guerra in Ucraina. Lo ha riferito il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan.
In un comunicato letto dopo l’incontro tra Lavrov e i suoi omologhi di Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Kuwait e Oman, che compongono il Gcc, Bin Farhan ha affermato che i ministri arabi hanno tenuto oggi anche una videoconferenza con la controparte, Dmytro Kuleba. “Oggi abbiamo avuto proficui incontri con i ministri degli Esteri di Russia e Ucraina, nei quali abbiamo espresso la nostra posizione unitaria sulla crisi russo-ucraina e le sue ripercussioni negative, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza alimentare nei paesi colpiti e nel mondo”, ha detto il ministro saudita, senza tuttavia rivelare ulteriori dettagli.
Ore 14:42 – Cremlino: Usa gettano benzina su fuoco
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha accusato gli Stati Uniti di star «intenzionalmente e diligentemente gettando benzina sul fuoco». Il riferimento è all’annuncio fatto dal presidente Usa Joe Biden dell’invio alle forze ucraine di sistemi missilistici avanzati. «Crediamo che gli Stati Uniti stiano intenzionalmente e diligentemente gettando benzina sul fuoco. Gli Usa aderiscono alla linea di combattere contro la Russia fino all’ultimo ucraino», ha detto Peskov, sottolineando che le possibili consegne dei sistemi missilistici a Kiev non contribuiranno alla ripresa dei negoziati di pace, ma, al contrario, serviranno ad aumentare le tensioni. «Tali forniture non contribuiscono al risveglio del desiderio della leadership ucraina di riprendere i negoziati di pace», ha sottolineato Peskov.
Ore 13:27 – Von der Leyen: «Dobbiamo fare tutto affinché Putin fallisca»
«Dobbiamo fare tutto il possibile affinché Putin fallisca e la libertà prevalga». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Congresso del Ppe a Rotterdam.
«La nostra arma più forte contro Putin è l’unità — ha aggiunto von der Leyen —. Noi supporteremo l’Ucraina nella ricostruzione, non è solo un nostro interesse strategico ma un nostro dovere morale. La somma di investimenti è enorme e noi dovremo creare una piattaforma ad hoc che riunisca l’Ue e i suoi partner, il G7, le organizzazioni internazionali. Ma, una cosa deve essere chiara: saranno Putin e i suoi oligarchi, che hanno perpetrato questa guerra, che dovranno contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina».
Ore 13:22 – Metsola: il posto dell’Ucraina è in Europa, serve coraggio
«Noi parliamo spesso di valori, ma è tempo di sottolineare cosa significa. Parlare di libertà significa scegliere chi votare senza avere conseguenze». Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola parlando al Congresso del Ppe. «Donald Tusk ci ha detto di non aver paura. Ha ragione. Serve coraggio a dire che il posto dell’Ucraina è in Europa e che dobbiamo guardare a Paesi come la Georgia e la Moldavia. Serve coraggio per rendere l’Ue indipendente dall’energia russa, per mettere risorse nella nostra sicurezza difensiva e energetica», ha sottolineato.
Ore 12:51 – Cremlino: l’incontro tra Zelensky e Putin non è escluso
Nessuno esclude la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di incontrare il presidente russo Vladimir Putin, ma ciò richiede preparativi. In ogni caso, un faccia-a-faccia si terrà soltanto per la firma di un qualche tipo di documento. Ad affermarlo è il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, nel briefing quotidiano.
Secondo Peskov il continuo invio di armi americane in Ucraina «non contribuisce a risvegliare la voglia di Kiev di riprendere i colloqui» e accusa Washington di «versare benzina sul fuoco». «La linea degli Stati Uniti è di combattere la Russia fino all’ultimo ucraino — sottolinea Peskov —. Queste consegne non incoraggiano la leadership ucraina a riavviare i negoziati di pace».
Per quanto riguarda le esportazioni del grano ucraino Peskov dichiara: «Non c’è un accordo preciso. In effetti, la parte turca e le altre parti hanno ricevuto spiegazioni dettagliate dal presidente della Russia Vladimir Putin. Tutti i capi di Stato e di governo, con cui si sono svolti i colloqui di recente, e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres hanno ricevuto da Putin spiegazioni dettagliate sul fatto che la Russia non ostacola il passaggio delle navi cariche di grano».
Ore 12:49 – Putin: la Russia aumenterà sua forza, indipendenza, sovranità
«La Russia non potrà che aumentare la sua forza, indipendenza e sovranità». Sono queste le parole di Vladimir Putin, espresse dal presidente russo in un video discorso in occasione della Giornata internazionale per la protezione dei bambini, come riporta la Tass.
Nel video, presentato ad un evento al Teatro Bolshoi, Putin si è congratulato con gli studenti, i loro genitori e gli insegnanti: «State vivendo e crescendo in un momento molto dinamico, in cui il mondo sta cambiando e sta cambiando rapidamente. Sono fiducioso che in questo mondo complicato, la Russia non potrà che aumentare la sua forza, indipendenza e sovranità».
Ore 12:43 – Poroshenko: «Grazie Italia per sostegno»
In Ucraina «vogliamo essere fuori dall’impero russo e tornare alla famiglia europea. Grazie al supporto del Ppe, al supporto della Polonia e al sostegno dell’Italia, perché Mario Draghi ha fatto una grande dichiarazione sul sostegno allo status» dell’Ucraina come Paese candidato ad entrare nell’Ue. Lo dice l’ex premier ucraino Petro Poroshenko, a margine del congresso del Ppe a Rotterdam.
«È una decisione fondamentale per il popolo ucraino — continua Poroshenko — non ho dubbi che vinceremo la battaglia. L’aumento dei sostegni diminuirà le vittime ucraine e il tempo per arrivare alla vittoria».
Ore 12:12 – Ambasciatore Razov: «Trattative incastrate, attendiamo risposta su bozza inviata a Kiev»
«Qualsiasi conflitto militare prima o poi finisce in pace. Finirà in pace anche il conflitto in Ucraina. Qualsiasi mediazione basata sulla reale conoscenza della situazione, della storia della questione, delle vere intenzioni delle parti, ovviamente, non può che essere accolta favorevolmente. Come abbiamo, ad esempio, accolto con favore il ruolo di mediazione della Turchia, che ha facilitato l’incontro delle delegazioni russa e ucraina a Istanbul». Così all’Adnkronos l’ambasciatore russo Sergej Razov rispondendo in merito a una possibile risoluzione del conflitto. «Tuttavia – precisa – credo che più importanti siano i contatti diretti tra le parti coinvolte. E a questo proposito, vorrei ricordare che dopo il suddetto incontro di Istanbul, in cui sono stati delineati alcuni punti di convergenza su importanti questioni di risoluzione, la parte russa ha consegnato a Kiev una bozza di trattato di pace, la cui attuazione potrebbe significare il completamento dell’operazione militare speciale russa. Sfortunatamente, non abbiamo ancora ricevuto risposta a questo documento e la leadership ucraina, alimentata da massicce consegne di armi e promesse di assistenza economica, ha ripetutamente cambiato posizione. Le trattative si sono sostanzialmente incastrate – sottolinea il diplomatico -. Quindi la mediazione di cui sta parlando potrebbe essere, prima di tutto, quella di spostare la dirigenza ucraina verso una più adeguata valutazione della situazione».
Ore 11:42 – Mosca: completato test del missile ipersonico Zircon
La Russia annuncia di aver completato il test del missile ipersonico Zircon che sarà in grado di essere dispiegato entro la fine dell’anno su una nuova fregata della Flotta del Nord. Alexander Moiseyev, il comandante della Flotta, ha detto che la fregata ammiraglio Golovko sarà la prima nave da guerra ad essere armata regolarmente con il missile Zircon.
05.50 Zelensky: “Perdiamo tra i 60 e i 100 soldati ogni giorno”
L’Ucraina sta perdendo dai 60 ai 100 soldati ogni giorno, ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in un’intervista al canale americano Newsmax ripresa da Cnn e Tass. “La situazione nell’Est è molto difficile. Ogni giorno perdiamo dai 60 ai 100 soldati e contiamo qualcosa come 500 feriti in combattimento”, ha detto Zelensky.
04.07 Mosca: in corso esercitazione forze nucleari
Le forze dell’esercito russo addette agli armamenti nucleari stanno tenendo un’esercitazione nella zona di Ivanovo. E’ quanto afferma l’agenzia di stampa Interfax citando il ministero della Difesa di Mosca. Nella regione a nord di Mosca sarebbero impegnati oltre mille uomini e cento veicoli tra i quali gli Yars in grado di lanciare missili balistici intercontinentali.
04.04 Biden: “Continueremo a rafforzare lato orientale Nato”
“Continueremo a rafforzare il fianco orientale della Nato con forze e capacità degli Stati Uniti e di altri alleati. Proprio di recente, ho accolto con favore le richieste di adesione alla Nato da parte della Finlandia e della Svezia, una mossa che rafforzerà la sicurezza complessiva degli Stati Uniti e della regione transatlantica grazie all’aggiunta di due partner militari democratici e altamente capaci”. Lo scrive il presidente Joe Biden nell’editoriale sul New York Times.
03.36 Biden: “Pace in Europa è vitale per gli Usa”
“E’ nel nostro vitale interesse nazionale garantire un’Europa pacifica e stabile e far capire che il potere non fa la ragione. Se la Russia non pagherà un prezzo pesante per le sue azioni, invierà ad altri aspiranti aggressori il messaggio che anche loro possono impadronirsi del territorio e sottomettere altri Paesi”. E’ un altro passo dell’editoriale di Joe Biden sul New York Times. “E potrebbe segnare la fine dell’ordine internazionale basato sulle regole e aprire la porta all’aggressione altrove, con conseguenze catastrofiche in tutto il mondo”, aggiunge Biden.
02.45 Biden: “Nessun segno che Mosca voglia usare armi nucleari”
Gli Stati Uniti “al momento non hanno alcuna indicazione che la Russia abbia intenzione di usare armi atomiche in Ucraina, sebbene la retorica di Mosca sullo spettro del nucleare sia di per sé pericolosa ed estremamente irresponsabile”. Lo ha scritto il presidente americano Joe Biden in un altro passaggio dell’editoriale sul New York Times, ribadendo che “qualsiasi uso di armi nucleari in questo conflitto su qualsiasi scala sarebbe completamente inaccettabile per noi così come per il resto del mondo e comporterebbe gravi conseguenze”.
02.24 Dagli Usa a Kiev gli M142 Himars: “Ma non per attacchi in territorio russo”
Saranno gli M142 Himars (High Mobility artillery rocket system) i sistemi missilistici ad alta tecnologia che gli Stati Uniti invieranno all’Ucraina per sostenere la resistenza contro l’avanzata russa nel Donbass. Gli Himars hanno una gittata di 80 chilometri. La precisazione arriva da un alto rappresentante dell’amministrazione Biden: “Questi sistemi serviranno a respingere gli attacchi russi, ma non saranno usati per attacchi in territorio russo”, ha detto il portavoce.

02.17 Biden sul Nyt: “Non vogliamo rovesciare Putin né una guerra Nato-Russia”
“Non cerchiamo una guerra tra Nato e Russia. Per quanto non sia d’accordo con Putin e trovi le sue azioni un oltraggio, gli Stati Uniti non cercheranno di rovesciarlo”. Lo ha scritto il presidente americano Joe Biden nel lungo editoriale sul New York Times. “Finché gli Stati Uniti o i nostri alleati non saranno attaccati, non saremo direttamente coinvolti in questo conflitto, né inviando truppe americane a combattere in Ucraina né attaccando le forze russe. Non stiamo incoraggiando o consentendo all’Ucraina di colpire oltre i suoi confini. Non vogliamo prolungare la guerra solo per infliggere dolore alla Russia”, ha sottolineato Biden.
02.00 L’annuncio di Biden: “Daremo a Kiev sistemi di missili più avanzati”
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato che gli usa forniranno a Kive dei sistemi missilistici di tecnologia più avanzata “per colpire obiettivi strategici”. “Forniremo agli ucraini sistemi missilistici e munizioni più avanzate che consentiranno loro di colpire con maggiore precisione gli obiettivi chiave sul campo di battaglia in Ucraina”, ha scritto Biden sul New York Times. Biden non ha specificato di che tipo di missili si tratti.
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