Il bonus 200 euro è ufficiale e nel mese di luglio verrà pagato a circa la metà degli italiani. L’errore da non commettere, però, è pensare che il suddetto bonus sarà pagato in automatico a tutti gli aventi diritto: sarà così, infatti, solamente in alcune circostanze, mentre in molte altre sarà necessario avanzare domanda all’Inps.
A rispondere alla domanda su chi deve fare richiesta per il bonus 200 euro, e quando invece questo viene pagato in automatico, è il testo del decreto legge n. 50 del 17 maggio 2022. Va detto che tuttavia questo provvedimento non è di per sé sufficiente: servirà, infatti, un’apposita circolare Inps con la quale verranno specificate le modalità per la richiesta del suddetto beneficio.
Sono 31,5 milioni gli italiani che nel mese di luglio riceveranno il bonus 200 euro il quale, nel caso dei lavoratori dipendenti, viene erogato in automatico dai datori di lavori, i quali lo anticipano in busta paga salvo poi recuperare tale somma dal successivo versamento delle imposte.
Per i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, non serve dunque fare richiesta del bonus, in quanto sarà pagato automaticamente nella busta paga di luglio per tutti coloro che nel primo quadrimestre del 2022 – per le mensilità di gennaio, febbraio, marzo e aprile – hanno ricevuto almeno uno stipendio lordo inferiore a 2.692 euro.
In automatico, il bonus 200 euro spetta anche a coloro che alla data del 30 giugno 2022 risultano percettori di:
- pensione d’invalidità civile;
- pensione per ciechi civili;
- pensione per sordi;
- assegno sociale.
Tuttavia, questi devono avere un reddito personale che nel 2021 non ha superato la soglia dei 35 mila euro. Lo stesso vale per i titolari di prestazioni previdenziali, in quanto il bonus sarà pagato in automatico anche a questi e sarà pagato insieme alla quattordicesima, nel mese di luglio.
Altra categoria di beneficiari che ricevono il bonus 200 euro in automatico è rappresentata dai disoccupati, sia coloro che percepiscono un’indennità di disoccupazione come ad esempio la Naspi o la Dis-Coll, che quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza. In entrambi i casi i 200 vengono pagati in automatico dall’Inps, indipendentemente dal reddito prodotto nel 2021, ma ovviamente con delle modalità di accredito differenti:
- per i titolari d’indennità di disoccupazione il bonus verrà caricato direttamente sulla mensilità di luglio;
- per i nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza i 200 euro vengono invece pagati sulla carta acquisti, ma solamente dopo aver verificato che tra i componenti non c’è nessuno che ha già percepito il bonus per se stesso.
Queste sono le uniche categorie che non devono preoccuparsi di fare domanda per il bonus in oggetto, in quanto questo gli verrà pagato in automatico nel mese di luglio.
Chi deve fare domanda del bonus 200 euro
C’è però un’ampia fetta di persone che devono produrre domanda all’Inps per ricevere il bonus 200 euro. Tra questi troviamo tanto lavoratori dipendenti che autonomi.
Ad esempio, tra i lavoratori subordinati devono presentare domanda del bonus:
- i lavoratori domestici, colf e badanti compresi;
- i lavoratori stagionali a tempo determinato e intermittente che nel 2021 possono vantare almeno 50 giornate di lavoro, e che sempre nello stesso anno non hanno superato la soglia dei 35 mila euro di reddito.
Anche i parasubordinati devono presentare domanda all’Inps: i 200 euro spettano infatti anche ai titolari di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.), purché non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria differenti dalla Gestione separata, e con reddito nel 2021 inferiore a 35 mila euro.
Spetta, ma solo a domanda, il bonus 200 euro anche ai lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile. Lo stesso vale per gli incaricati alle vendite a domicilio, i quali possono fare richiesta dei 200 euro qualora titolari di partita Iva e nel caso in cui nell’anno 2021 abbiano prodotto – grazie alle medesime attività – un reddito superiore ai 5.000 euro.
Ricapitolando, ecco una tabella dove viene indicato chi deve fare domanda del bonus 200 e chi invece no.
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