Licenziamento Eav, interrogazione del consigliere regionale Nappi

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Premesso che
in data 5 maggio 2022 risulta trasmesso alla stampa e poi pubblicato su alcune testate
giornalistiche un comunicato a firma dell’EAV S.r.l., società integralmente controllata
dalla Regione, col quale detta società ha reso noto di aver dovuto procedere al
licenziamento di un proprio dipendente sul presupposto che questi avrebbe tenuto un
atteggiamento inurbano nei confronti di un superiore gerarchico senza peraltro mai
scusarsi successivamente della propria, incresciosa, condotta;
a seguito di successive note a firma di alcune organizzazioni sindacali, è emerso che il
provvedimento di licenziamento in questione sarebbe stato reso noto alla stampa
addirittura prima di essere comunicato al suo destinatario;
si è altresì appreso che il lavoratore in questione rivestiva funzioni di rappresentante
sindacale e che la vicenda che ha condotto al grave provvedimento aziendale si
sarebbe verificata, ad avviso delle OO.SS., nel corso di una discussione, dai toni
alterati, insorta tra il lavoratore e il responsabile delle risorse umane della società ad
oggetto la concessione di permessi di allattamento ad un’altra dipendente, da questo
assistita sindacalmente;
Dato Atto che
la vicenda giuslavoristica e ogni valutazione sul merito della questione ovviamente
esorbita dal sindacato dall’interrogante;
viceversa, rientra a pieno titolo nell’ambito dei compiti di verifica, controllo e ispezione
dei Consiglieri Regionali ogni approfondimento circa le modalità di esercizio sia della
funzione datoriale sia delle relazioni sindacali da parte delle società partecipate
regionali; analogamente riveste interesse istituzionale conoscere criteri e modalità coi quali gli organi di indirizzo delle società regionali si relazionano con la stampa;
Tanto Premesso il sottoscritto Consigliere Regionale interroga il Presidente della Giunta Regionale per sapere:
1. se corrisponde al vero che il licenziamento del dipendente di cui in premessa sia
stato reso realmente noto agli organi di informazione prima ancora che all’interessato
ed in caso di risposta affermativa, chiede di conoscere se il Presidente della Giunta
Regionale condivida la condotta aziendale ovvero, laddove dovesse reputare la stessa
non solo lesiva della privacy dell’interessato ma anche dell’immagine dell’Ente, quali
provvedimenti intenda adottare anche per evitare che in seguito si verifichino
nuovamente eventi di tal genere.
2. se il Presidente della Giunta Regionale condivida la linea di condotta assunta dalla
società per la quale, laddove il confronto sindacale assuma toni aspri e sfoci anche in
espressioni “forti”, questa reputa di utilizzare, nei confronti di sindacalisti che siano
anche dipendenti, gli strumenti e i poteri propri del rapporto gerarchico insito nel
contratto di lavoro subordinato in luogo di quelli consueti della pur dura dialettica
sindacato-azienda.
3. se corrisponde al vero che, poco tempo dopo i fatti sopradescritti, l’azienda abbia
effettivamente accordato alla lavoratrice interessata i permessi richiesti dal sindacalista
e perché sino a quel momento non si era provveduto.

Il Consigliere Regionale
Prof. Avv. Severino Nappi

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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