Frasi di circostanza a iosa in occasione dell’inaugurazione del bene confiscato di via Recca, a Marano, gestito da un’associazione ritenuta vicinissima al ministro Luigi Di Maio, presente all’evento, assieme al solito gruppo di galoppini locali, al pm Maria Di Mauro e al prefetto Gerardina Basilicata.
“Valorizzare i beni confiscati è un dovere, è dare un segnale al crimine. Come diceva Falcone: per sconfiggere le mafie occorre fare rete. Come governo dobbiamo fare ancor di più per incentivare il riutilizzo dei beni”. Il numero uno della Farnesina ha anche annunciato che sarà riaperta l’ambasciata italiana a Kiev e che il governo farà di tutto per sostenere le famiglie in questo periodo sono in difficoltà a causa delle forti turbolenze causate dalla guerra. “Dobbiamo ottenere il prezzo massimo del gas”, ha chiarito. “Solo questo ci consentirà di calmierare altri prezzi”.
Il pm Di Mauro ha ricordato la figura di Giancarlo Siani, mentre il prefetto Basilicata si è limitata ad evidenziare (mentre la città di Marano sprofonda) che grazie alla sinergia istituzionale ce la si potrà fare. Evento “sporcato” dalla presenza di soggetti tutt’altro che raccomandabili e da un noto occupante (illegittimo) di alloggi comunali.
Nessuno ha, naturalmente, ricordato chi si è battuto veramente per questo bene, non certo il Comune di Marano, non certo altre realtà.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews


























