Notte delle lunghe mazzate: il dossier della militante che inguaia FdI Napoli | ANTEPRIMA

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Napoli, 15 ottobre– Alle recenti elezioni amministrative di Napoli, Fratelli d’Italia ha deluso ogni attesa. Il partito di Giorgia Meloni ha ottenuto un misero 4,41% di lista. Addirittura una flessione rispetto al voto delle regionali del 2020, quando prese il 4,81% se si considera il solo dato cittadino. Numeri preoccupanti che denotano una crescita bloccata del partito nella capitale del Mezzogiorno e in Campania (a Salerno le cose non sono andate meglio). Tra i motivi di tale disfatta c’è da annoverare sicuramente la mancata presentazione delle liste dei sovranisti su ben 8 municipalità su 10. Una defezione dovuta a quanto accaduto nel corso della notte tra il 3 e il 4 settembre, termine ultimo per la presentazione delle liste e della relativa documentazione burocratica. Per comprendere cosa è realmente accaduto, o avere quantomeno un quadro più chiaro degli avvenimenti, è venuto in soccorso un report scritto dalla militante di FdI ed ex consigliera di municipalità, Nada Salineri, che pubblichiamo in anteprima. Salineri, dopo la rottura di Lega e FdI con Maresca sulle Municipalità, avrebbe dovuto essere la candidata presidente dei fratellini sulla Seconda Municipalità (Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, Porto, S. Giuseppe). Quindi, con certezza possiamo affermare che ha seguito da vicino tutti i cruciali passaggi di quelle 48 ore, ma andiamo con ordine. Nel documento redatto di suo pugno, Salineri scrive che nel corso della giornata di venerdì c’erano “tutte le liste pronte per la Municipalità e il Comune. Aspettavamo solo i documenti di presentazione iniziali, compreso le sottoscrizioni e i dati dei presentatori. L’equilibrio tra i candidati nelle varie liste era stato controllato e rispettato.” Poi arrivano le notizie della rottura con il candidato sindaco Catello Maresca per le ex circoscrizioni, con il centrodestra che si spacca tra civici da un lato e Lega e FdI dall’altro. Ed è in quel momento che scatta il panico sulla sede del partito a Calata San Marco: “I candidati continuamente chiedono notizie, nella sala dove stiamo elaborando le carte e io più volte chiedo di chiuderci dentro o di spostare location, per lavorare meglio, ma non vengo ascoltata […] non mi sentivo più sicura e soprattutto perché avevo timore che ci fosse una retata di candidati per riprendersi le carte. Andrea Santoro mi risponde che non era possibile, perché saremmo dovuti andare a via Verdi e lì il posto (i candidati) lo conoscevano lo stesso. Allora propongo ad Andrea Santoro di andarcene a via Toledo 368, sede del mio ufficio , perché sicuramente lì nessuno sarebbe potuto venire. Santoro mi dice di no, che non gli andava di spostarsi, e allora gli chiedo quantomeno di mettere una sorveglianza o di chiuderci dentro, per non permettere a nessuno di entrare. a queste mie continue richieste non viene dato ascolto.” In pratica, nel corso di quelle concitate ore, Salineri immagina già che qualche candidato vedendo diminuire le possibilità di una sua elezione con la rottura della coalizione di Maresca sui parlamentini, avrebbe chiesto un ritiro della candidatura per accasarsi altrove. “Continuiamo a lavorare perché nel frattempo il tempo trascorreva inesorabilmente, quando ad un certo punto si presenta nella stanza il candidato Pietro Diodato che rivuole la sua candidatura e quella di alcuni candidati alle municipalità che aveva presentato…Andrea Santoro allora materialmente gli restituisce le carte richieste.” Questo è uno dei primi passaggi chiave di quella notte, il dirigente nazionale di FdI, Pietro Diodato, decide di ritirare la sua candidatura al Comune insieme a quella dei suoi candidati consiglieri di municipalità di riferimento senza che l’ex coordinatore cittadino, Andrea Santoro, presentasse alcuna obiezione. Ma non finisce qui perché passata la notte, dopo aver risistemato nuovamente la documentazione delle liste, si registra il primo episodio di quella che è ormai nota come la notte delle lunghe mazzate: “Verso le 9.30 sopraggiunge il candidato Luigi Rispoli (candidato al consiglio comunale di Fdi, ex presidente del consiglio provinciale di Napoli ndr) con Luigi Pascarella i quali chiedono di ritirare la candidatura di Francesca Saverio Cosentino presente nella lista della Seconda Municipalità di Fratelli d’Italia in quanto affermano di volerla candidare nella lista di Forza Italia. Io che avevo contributo quasi per la totalità alla composizione di quella lista mi rifiuto di dargliela in quanto avevamo già compilato la lista finale e finito la parte formale per la presentazione. Luigi pascarella e Luigi Rispoli iniziano  a inveire contro di me e contro il consigliere Salvatore Lezzi che ci aveva dato una mano a sorvegliare le carte.  Non contenti si scaraventano verso le carte per prendersi la candidatura della Cosentino e ne nasce una colluttazione da quel momento. Mi arriva anche una sedia di ferro sul viso che mi comporta un ematoma. Sia rispoli che Pascarella vengono allontanati da Salvatore lezzi e Pietro Lauro che li portano fuori.  Comunque (Rispoli e Pascarella) chiedono il ritiro della candidatura di Francesca Saverio Cosentino che gli viene riconsegnato da Andrea Santoro, per cui riescono nel loro intento.” E un’altra candidatura, quella della candidata alla seconda municipalità Francesca Saverio Cosentino, stando a quanto riportato minuziosamente dalla Salineri, sarebbe volata via tra una sediata e una rissa che avrebbe avuto come protagonisti Rispoli e Pascarella (compagno della Cosentino) contro Salvatore Lezzi e Pietro Lauro (consiglieri di municipalità uscenti sulla Seconda e sulla Quinta Municipalità). Successivamente avviene un altro scontro, che sarà ripreso poi nelle ore successive anche dai media nazionali, ovvero la lite tra Pietro Diodato e il consigliere regionale Marco Nonno: “Nel frattempo si erano fatte le 10.00 e arriva in sede Pietro Diodato che chiede di volersi ricandidare con la lista di Fratelli d’Italia. Nel frattempo il plico della lista per il Comune di Napoli era nelle mani di Andrea Santoro e di Marta Schifone, che era una delle due presentatrici della lista. Essendosi ritirato Andrea Santoro, come presentatore della lista si era offerto il consigliere Marco Nonno, che intanto era presente lì, nella stanza. Nel momento in cui Pietro Diodato dice che vuole ricandidarsi , Marco Nonno e Andrea Santoro gli dicono che non possono più accogliere la sua candidatura perché era troppo tardi. Pietro Diodato allora chiede di controllare bene se fosse stato possibile reinserirsi in lista. Il consigliere Marco Nonno gli urla contro che non è possibile reinserirlo e ne scatta una lite tra i due, nella quale si inserisce anche Valerio Petra, candidato a pianura. Marco Nonno quindi prende la lista al comune e corre via  e dopo poco lo segue anche Marta Schifone, che era l’altra presentatrice della lista.” In pratica Diodato aveva cambiato idea sul ritiro della candidatura ed al diniego di Nonno, assurto nel frattempo a presentatore delle liste, sarebbe scattata una colluttazione che ha portato i due a denunciarsi alle forze dell’ordine e sui giornali. Da lì Diodato che intervistammo poco dopo quanto accaduto, decise di candidarsi in una delle due liste civiche di Maresca poi ricusata dalla giustizia amministrativa. Una scelta questa che come spiegato da lui stesso in una diretta facebook, ha provocato la sua espulsione dal partito, notificatagli dal neo-coordinatore cittadino, Sergio Rastrelli, il venerdì prima delle elezioni. Ma dulcis in fundo- ed arriva la parte più interessante di tutto il report della Salineri- avviene un giallo a cui i dirigenti cittadini e regionali di FdI non hanno saputo ancora dare risposte certe. Scrive Salineri: “Vado a prendere i faldoni al partito della 2° Municipalità e mi dirigo verso il Parco Quadrifoglio (sede dell’ufficio elettorale del comune ndr). arrivata lì mi vedo con Tommasina, la segretaria di Severino Nappi, e alla presenza di Severino Nappi (consigliere regionale Lega) e del consigliere Michele Schiano (consigliere regionale Fdi), nnonché di Francesco De Stefano firmo la candidatura e mi autenticano l’accettazione alla candidatura da presidente. Io e Tommasina inseriamo l’accettazione della mia candidatura (firmata in duplice copia) nella cartellina della seconda municipalità e la consegniamo nelle mani del consigliere Marco Nonno. Di quell’accettazione della candidatura a presidente inserita nella cartellina, non se ne troverà mai traccia (non essendo mai stata ritrovata dalla commissione prefettizia) nonostante sia stata inserita davanti a cosi tanti testimoni, ed è l’elemento che ha buttato fuori dalla competizione elettorale, la lista di Fratelli d’Italia della seconda municipalità, come potete leggere dalla sentenza di ricusazione.” Com’è possibile che FdI sia riuscita a presentare la lista al Consiglio Comunale, alla Prima e alle Nona Municipalità (fortino elettorale storico del consigliere regionale Nonno e dell’unico consigliere eletto di FdI a questa tornata, Giorgio Longobardi) e non per i restanti otto parlamentini? La Salineri non lo scrive, ma lascia intendere che possa esserci stata una “manina” da parte del consigliere Nonno e della dirigente di Fdi, Marta Schifone, figlia dell’ex consigliere regionale Luciano Schifone. L’ennesimo passaggio oscuro, di una notte di bassa politica per una comunità che un tempo rappresentava il fiore all’occhiello della destra sociale nel Mezzogiorno. Sperando che i dirigenti nazionali e locali possano presto chiarire.

Report_FdI_notte_elettorale <—- SCARICA QUI IL REPORT INTEGRALE

 

© Copyright Emiliano Caliendo, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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