Il doppio caso Melito. Città al voto, ma il Comune potrebbe essere sciolto dopo le elezioni. E poi c’è il giornalismo fazioso che tenta di orientare il voto

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E’ ormai il segreto di Pulcinella: il Comune di Melito, spesso al centro di sospetti e indagini, potrebbe essere sciolto al termine della prossima tornate elettorale. Molto dipenderà da chi si aggiudicherà la sfida, che oggi vede contrapporti Domenique Pellecchia, Luciano Mottola e Nunzio Marrone. La sfida è sul filo dell’equilibrio, ma due candidati su tre, Mottola e Pellecchia, hanno denunciato di recente pressioni esterne per non far candidare alcune persone. Il timore è che la malavita, spesso infiltrata o meglio rappresentata nei gangli politico-amministrativi della città, voglia in qualche modo condizionare l’esito elettorale.

I rumors sono all’ordine del giorno. Le attenzioni su Melito, ma anche Arzano, sono alte ma per ora la prefettura non entrerà nella contesa. Si attende e si valuterà sulla base della composizione del prossimo Consiglio comunale. La città di Melito, in cui domina da anni il clan Amato-Pagano, è una realtà composita e complessa: è uno dei tanti comuni dell’area a nord di Napoli segnata negativamente dall’urbanizzazione degli anni Ottanta-Novanta. Un Comune già sciolto per infiltrazioni camorristiche in passato e dal tessuto sociale, specie in certi quartieri, a dir poco fragile. Inutile farsi illusioni: la politica è lo specchio di ciò che esprime il territorio e Melito, come tanti altri comuni della zona, oggi questo esprime, nel bene e nel male.

Melito è un caso, però, anche per un altro aspetto che attiene alla vita democratica: in città i giornalisti o similari sono tutti politicamente schierati e lo sono da sempre. Qualcuno di questi ha fatto politica attiva e manifesta le proprie idee (non è un reato, per carità) anche in modo pubblico. Non c’è un solo giornalista a Melito che non sia di sinistra o amico o comunque affine al Pd e altri soggetti della sinistra locale. E’ così ed è grave, non tanto parteggiare per qualcuno (ognuno ne ha facoltà), ma spacciarsi per giornalisti liberi e scevri da condizionamenti. Questo sì che è grave.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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