Prima la lite, poi, un improvviso malore fatale che gli è costato la vita. E’ quanto accaduto, ieri pomeriggio, ad un maresciallo maggiore della compagnia di Ciriè. Il militare, 56 anni, in vacanza a Paola, in provincia di Cosenza, avrebbe avuto una discussione, a tratti violenta, apparentemente causata dal lancio di una cicca di sigaretta da parte di un vicino di ombrellone. Dopo il diverbio, l’uomo si sarebbe seduto, evidentemente innervosito, sotto il suo ombrellone, accusando poco dopo un malore e svenendo. Nonostante la provvidenziale presenza di un medico sul posto che ha cercato inutilmente di rianimarlo, il carabiniere è purtroppo deceduto. A raccontare quanto accaduto il fratello Vincenzo: “E’ morto un uomo, è morto un calabrese, è morto un maresciallo dei carabinieri di 56 anni. Nell’esercizio delle sue funzioni, se si può dire. Naturalizzato piemontese, in vacanza da un giorno, voleva solo difendere il mare di Paola dalla ignoranza violenta e barbara di un clan di bagnanti calabresi che invece lo stava distruggendo. Un gesto da poco, un gesto banale, chiedere con gentilezza di non buttare rifiuti in mare. Ma l’ignoranza violenta e la protervia minacciosa hanno avuto la meglio. Alla fine di un violentissimo assalto verbale da parte del clan, a cui lui non ha potuto opporre alcuna resistenza, il suo cuore non ha retto. Soccorso immediatamente da altri turisti, quando sono arrivato ho potuto solo assistere alla incredulità e allo sconforto di chi c’era. Morto sulla spiaggia“. Numerosi i messaggi di ricordo del maresciallo maggiore Carbone già comparsi sui social: “La sua professionalità vivrà per sempre nella memoria dei colleghi e dei cittadini per cui era sicuro punto di riferimento, avendo servito il Paese con passione e impegno”.
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