COMUNE SCIOLTO PER CAMORRA. ORA CI SARA’ LA “RIVOLUZIONE” NEGLI UFFICI? TRE ANNI FA REPPUCCI SI MISE DI TRAVERSO

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Tre anni e passa fa, quando al Comune c’era una triade commissariale insediatasi dopo lo scioglimento per mafia del 2016, la “rivoluzione” negli uffici dell’ente cittadino – già all’epoca necessaria – fu in qualche modo fermata dal prefetto Antonio Reppucci. La triade, con un’apposita delibera, aveva in realtà disposto una serie di spostamenti negli uffici ma di fatto non se ne fece nulla. Quasi tutti rimasero al loro posto e alcuni ottennero finanche il nulla osta per trasferirsi presso altri lidi.

Ma c’è di più: uno dei tre commissari, il funzionario ministeriale Francesco Greco, preparò pure un atto con il quale furono individuati una trentina di dipendenti comunali da inserire in contesti diversi da quelli in cui operavano da anni e anni. Greco elaborò il piano, ma arrivò il niet di Reppucci. Quello che scriviamo può essere confermato o smentito dal dottor Greco in qualsiasi momento.

Ora ci risiamo: il Comune è stato sciolto per la quarta volta e ancora una volta, a parte i rilievi e le censure all’indirizzo di politici, ex assessori, sindaco e consigliere, da quel che si legge dagli atti vi sarebbero precise responsabilità anche degli uffici del municipio, almeno di una parte di essi. I neo commissari cosa faranno? Si faranno imbrigliare nuovamente, come già accadde tre anni e mezzo fa, o tenteranno (pur nella esiguità delle risorse lavorative a disposizione) di promuovere un po’ di sano turn over, tra l’altro prevista anche dalla normativa nazionale sull’anticorruzione?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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