Conte e grillini alla ricerca dei “responsabili” anche se Mattarella è contrario. Spunta anche l’ipotesi Lamorgese premier

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Il premier Giuseppe Conte (S), la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese (C) e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio alla Camera durante la fiducia al nuovo governo, Roma, 9 settembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
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I primi rumors lasciano intendere che Conte non abbia alcuna intenzione di sedersi al tavolo per trattare nuovamente con chi ieri lo ha accusato di aver creato un “vulnus alle regole del gioco” della democrazia. Invece, come si legge su Repubblica, vorrebbe fare melina, prendere tempo fino al 20 gennaio per consentire il voto sullo scostamento di bilancio e i nuovi ristori. Solamente dopo vorrebbe andare in Parlamento e sfidare il leader di Italia Viva. E quella sarà l’occasione per racimolare qualche voto sparso, provando a drammatizzare la situazione e facendo leva sulla gravità della crisi aperta in piena pandemia. Il premier infatti non ha mai smesso di credere nell’ipotesi responsabili, che potrebbero salvare la sua poltrona fino al 2023.

Dunque, come anticipato da alcuni quotidiani, Conte sembra determinato alla conta in Aula. Ma deve considerare la posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: ieri è salito al Quirinale per un confronto con il capo dello Stato per riferire le decisioni del Consiglio dei ministri sul Recovery Plan e per gli ultimi aggiornamenti relativi allo stato dei rapporti all’interno della coalizione che sostiene il governo. Dal Colle hanno invitato tutti gli attori in campo a far rientrare l’allarme il prima possibile. Come è ormai noto, l’opzione responsabili non è proprio gradita al Quirinale. Il premier deve pertanto dimostrare di avere i numeri: per presentarsi in Aula deve poter contare su un gruppo che si costituisca e che lo sostenga. Questi sarebbero i principali step da rispettare per sperare di avere un nuovo incarico. La strada dimissioni viene definita come poco concreta. Nel frattempo iniziano a spuntare i primi nomi per sostituire l’avvocato a Palazzo Chigi: per scongiurare il crollo giallorosso gira anche la possibilità di un nuovo premier. L’ultimo nome, che pare gradito a Renzi, è quello dell’attuale ministro Lamorgese.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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