Marano, il pasticcio del bene confiscato assegnato (senza procedure pubbliche) a una famiglia tiene banco anche in Consiglio comunale. La Giaccio attacca: “Nessun motivo valido per l’assegnazione d’urgenza”

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Il caso dell’appartamento confiscato alla camorra e assegnato dal Comune senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, più volte sollevato da Terranostranews, è stato al centro di una mozione consiliare proposta dalla consigliera Teresa Giaccio, prima firmataria, e discussa oggi nel civico consesso.

La storia è nota: un bene confiscato, una casa, è stata assegnata ad un nucleo familiare (in via temporanea) senza che l’ente cittadino avesse espletato un bando o un avviso pubblico. Il nucleo familiare assegnatario del bene, seppur in via provvisoria, figura nella lista degli aventi diritto degli alloggi popolari stilata dalla Regione ma in una posizione molto sfavorevole. Nulla a che vedere, tuttavia, con i beni confiscati destinati all’emergenza abitativa.

La consigliera Giaccio, intervenuta in aula, ha evidenziato che non c’era alcun valido motivo per cui il Comune abbia scelto di bypassare le procedure pubbliche né tanto meno si rilevava l’esistenza di sfratti esecutivi a carico della famiglia o altre gravissime e impellenti criticità di carattere economico.

La Giaccio ha inoltre evidenziato che nel decreto di assegnazione del bene si fa riferimento a una delibera di giunta, di cui – parole dell’esponente di Fdi – “non vi sarebbe ad oggi alcuna traccia”. Una delibera che, secondo l’amministrazione, sarebbe stata prodotta nel novembre scorso.

In poche parole l’amministrazione comunale avrebbe commesso un grave errore, una forzatura procedurale per dirottare una famiglia, non piazzata bene in una graduatoria regionale (oltre la 100 esima posizione) e non destinataria di sfratti esecutivi, in un alloggio confiscato alla camorra.

Alla fine la mozione della Giaccio è stata approvata all’unanimità e impegna l’assessore al ramo a relazionare periodicamente sullo stato di assegnazione degli alloggi acquisiti al patrimonio comunale e da assegnare alle famiglie che rientrano nella graduatoria regionale. Impegna inoltre il sindaco, non oltre i due mesi, ad approvare un apposito regolamento per i beni comunali da utilizzare per l’emergenza abitativa.

La vicenda dell’alloggio, nel frattempo concesso per tre mesi a un nucleo familiare del territorio, rappresenta – secondo tanti addetti ai lavori – un vulnus gravissimo. Le procedure adottate dal Comune sono già da tempo al vaglio delle forze dell’ordine e saranno sicuramente vagliate anche dagli ispettori della prefettura che indagano sul municipio.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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