Spese ingenti, spese di ogni genere: nel comune in dissesto finanziario, che chiede sacrifici enormi ai contribuenti, che non ha sospeso nemmeno l’emissione dei tributi comunali durante la fase più acuta della pandemia, si continuano a spendere soldi per somme urgenze, per strada riparate decine di volte, ma che puntualmente vengono distrutte dalla furia dell’acqua, dalla mancanza di impianti fognari o per la mancata irrigimentazione dei canali naturali. In attesa che qualcuno finanzi l’Ente, per il momento si continua ad attingere (ad ogni rottura di strada causata dal dissesto idrogeologico) dal bilancio comunale.
E intanto, mentre il Comune non fornisce spiegazioni sulla mancata accensione delle luci in alcune ale del cimitero (al buio da settimane), si avallano ulteriori spese.
Naturalmente i consiglieri di maggioranza, sempre proni e pronti ad alzare il braccino in aula, non dicono una parola. C’era un signore (un politico) che un paio di anni fa, alla vigilia delle elezioni, voleva mettere “le cancellate all’esterno dell’ufficio tecnico comunale”. E’ uno di quelli che oggi non dice nulla su nulla: sulle mancata promesse per il mercato, sullo scandalo cimitero, sulle spese per l’ufficio del Giudice di Pace, la cui struttura è in gran parte di proprietà dei privati anche perché il Comune non si oppose a una sentenza di primo grado. Marano paga, anticipando le spese anche di altri comuni, per la gestione dell’ufficio giudiziario nonostante sia proprietaria solo del 30 e passa per cento della palazzina che, lo ricordiamo, sorse con fondi europei. Una palazzina che in gran parte il Comune si è fatta sfilare (senza opporsi in appello) da due privati cittadini di Marano, uno dei quali un tempo addentro alle dinamiche politiche cittadine.
A San Rocco, invece, è buio pesto da giorni, ma anche in questo caso, nonostante il cambio della ditta per la pubblica illuminazione, si procede a tentoni, a tentativi. I lavori per l’ampliamento del cimitero, lotto B, procedono a rilento: tre operai al giorno dovrebbero completare un lavoro atteso da 10 e passa anni. Eppure l’amministrazione ha ultimato, così dissero, tutti i passaggi burocratici. Perché allora i lavori non riprendono con la dovuta solerzia?
Il progetto per la realizzazione di una scuola laddove oggi sorge il complesso (abusivo) del Galeota è stato “affondato” e i consiglieri, molti anche di opposizione, alcuni dei quali legati alle solite famiglie, non hanno battuto ciglio.
I fondi per il restyling del mercato ortofrutticolo, chiuso da due anni e mezzo, non si sa ancora da dove debbano uscire.
Intanto i consiglieri comunali, su proposta della giunta più scarsa dell’Europa occidentale, dovranno votare per un ulteriore debito fuori bilancio: 42 mila e passa euro per la messa in sicurezza di una strada a ridosso tra via Vallesana e via Marano-Pianura, ad ogni inverno devastata dalla furia dell’acqua piovana, dalla mancata messa in sicurezza degli argini e da tanti sbancamenti abusivi (anche se per l’ufficio tecnico la causa non sarebbe riconducibile a questa sciagurata pratica) che si perpetrano tuttora nelle zone a ridosso di Montesanto, Cupa del Cane e Vallesana.
Ci sarà poi da spendere (altra somma urgenza) anche per la strada (anch’essa in condizioni pietose) adiacente al cimitero di via Vallesana e già oggetto di interventi. Fango ovunque, insomma, c’è anche uno stop, ma molti automobilisti se ne fregano.
Sul fronte degli sgomberi o della vicenda di via Corree di Sotto e zone limitrofe è ancora quasi tutto fermo. Decine di famiglie continuano a sversare liquami fognari. Ma anche su questo, né i consiglieri di maggioranza né quelli di opposizione (che pensano alle medagliette da apporsi sulla commissione Covid), dicono un bel nulla. Ma cosa dovrebbero dire del resto? Sono al 90 per cento dei miracolati, eletti per virtù ed opera dello Spirito Santo. E’ gente che se ne frega di Marano e Marano se ne frega di loro: è un solo un gioco delle parti. Il consigliere di turno al massimo si occupa dei problemi di qualche elettore; il cittadino medio si lamenta di tutto, ma quando deve avere il favore (concessione edilizie, condoni e quant’altro) si scorda di tutto e della parola legalità.
A proposito di concessioni e condoni. Da qualche settimana è un fiorire di rilasci all’ufficio tecnico. E ancora una volta ci sovvengono le parole di quel personaggio politico, quello intellettualmente poco onesto e oggi silente, che “voleva mettere le cancellate all’ufficio”.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews

























