Un disturbo che, nel nostro Paese, colpisce circa tre milioni di uomini. A distanza di oltre vent’anni dalla comparsa della pillola blu contro questo problema è ancora molto diffusa la vergogna a raccontarsi e a chiedere aiuto. Tanto che uno su tre non sa che può curarsi e non conosce le conseguenze del far finta che la patologia non esista.
Perché, come rivelano i risultati di uno studio che verrà presentato durante il congresso della Società italiana di urologia che si svolgerà il 17 e 18 ottobre (siu.it/congresso) collegati alla disfunzione erettile sono stati identificati anche il diabete e l’ipertensione. Il non riuscire ad avere un rapporto sessuale potrebbe, infatti, essere un campanello d’allarme di altre condizioni preoccupanti. Ma, quando si sfiora l’argomento potenza sessuale sembra che l’uomo faccia davvero molta a fatica ad affrontare il problema lasciando spazio al non sapere. Il 90% ignora alternative, alcune persino scontate come un sostegno psico-sessuale, altre più complesse ma disponibili e sperimentate «come la terapia iniettiva, iniezioni nei corpi cavernosi, l’impiego dei vacuum device, i dispositivi meccanici che sfruttano il vuoto creato da una pompa aspirante per indurre un’erezione, oppure la chirurgia protesica» spiegano gli specialisti.
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