Marano, l’ultima trovata del Comune sul Pip solleva non pochi dubbi. Regolarizzato un vecchio assegnatario che doveva essere sgomberato

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Contrordine. La storia Pip necessita di un ulteriore chiarimento. Il Comune, pressato dalla Commissione nazionale antimafia anche sulla vicenda dell’area industriale di via Migliaccio e da alcuni avvocati, in pieno agosto, il giorno 10 per l’esattezza, ha avviato una serie di procedure tecnico-legali che si prestano a svariate interpretazioni.

Cosa è accaduto nella giornata di ieri? E’ accaduto che l’ente comunale ha ratificato una sorta di contratto con i titolari della Sider System, un’azienda che operava nel Pip dopo aver occupato uno dei capannoni realizzati dalla società dei Cesaro. La Sider, il cui titolare è Angelo Lucignano, figurava nell’elenco degli assegnatari dei lotti emanata dal municipio una decina di anni fa. Assegnatari che, tuttavia, non avevano mai completato le procedure di compravendita o fitto con la Iniziative industriali di Sant’Antimo né tanto meno con l’ente comunale.

L’azienda era entrata poi in possesso di uno stand dopo un accordo verbale con i Cesaro, con atto che si sarebbe dovuto perfezionare e mai perfezionato per l’arresto degli stessi.

Il Comune, sotto i riflettori dell’antimafia e non solo, ha deciso così di consentire alla Sider di rimanere nell’immobile in cambio di un canone di occupazione pari a 2500 euro al mese e per la durata di un anno, nelle more che venga definita l’intera situazione, sia sotto il profilo giudiziario che urbanistico. La Procura aveva infatti nominato una curatela giudiziaria che tuttora pretende il pagamento dei canoni di fitto dagli imprenditori del Pip. Il Comune, durante la gestione commissariale, ha però rescisso il contratto con i Cesaro ed è di fatto divenuto proprietario dell’area e dei capannoni. Insomma d’ora in avanti, come da comunicazione inviata agli imprenditori, chi vuole rimanere negli stand deve pagare il Comune.

Tutto regolare? I dubbi sono molteplici, anche perché il caso è diventato una sorta di precedente che autorizzerà anche altri vecchi assegnatari, tra cui quelli che versarono caparre ai Cesaro ma che non chiusero l’accordo definitivo per diversità di vedute sui contratti da stipulare, a pretendere la consegna di un capannone. Il problema è che alcuni di questi sono già stati occupati da altri imprenditori che avevano sottoscritto regolari contratti con la Iniziative industriali e che ora dovrebbero fare spazio agli operatori un tempo assegnatari dei lotti. Sulla regolarità dell’iter amministrativo adottato dal Comune sono in tanti a nutrire dubbi. E’ una forzatura? E’ il tentativo di dimostrare agli organi inquirenti che sul Pip si sta facendo qualcosa dopo due anni di perfetto immobilismo?

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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