Marano, decine di presunti abusi edilizi segnalati al nostro giornale. Ma all’ufficio tecnico c’è qualcuno? La Mucerino che fa?

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Da via Gramsci a via Padreterno, da via San Rocco alla zona collinare: in redazione giungono decine di segnalazioni al giorno di presunti abusi edilizi, di saracinesche o manufatti che spuntano come i funghi. Il nostro giornale, unico vero baluardo in città contro le più pervicaci forme di illegalità (altri giornali stanno palesemente con il malaffare), ne segnala tantissime nella speranza che qualcuno all’ufficio tecnico si dia una mossa.

Passano i giorni, però, è nulla accade, eccezion fatta per qualche verifica eseguita dai carabinieri o dagli agenti della municipale, spesso sollecitati dal nostro portale. Ci sono tanti casi a Marano e uno di questi pare sia il dirigente dell’area tecnica Elena Mucerino (nella foto). Possibile che sia l’unica a Marano a non leggere? Possibile che nessuno la avverta e le suggerisca o imponga di effettuare controlli a seguito di denunce mediatiche? Possibile che non partano mai controlli sul territorio in autonomia? Possibile che si debba sempre sollecitare?

Sono domande che si pongono in tantissimi. La più gettonata è la seguente: ma la Mucerino esce mai dal suo ufficio, lo guarda mai il territorio e, infine, conosce Marano? Evitino, i soloni del Comune, di raccontarci sempre la solita storia: “il personale a disposizione è poco”. La storiella la conosciamo a menadito da almeno 4-5 anni.

Ad inquietarci, di recente, anche la pubblicazione di una determina, la 42/2020, con la quale l’area tecnica ha annullato di ufficio l’accertamento di inottemperanza all’ordinanza di abbattimento di opere abusive per un immobile di via Romano oggetto di controlli tra il 2012 e il 2013. Immobile poi acquisito al patrimonio comunale e oggi restituito ai proprietari a seguito di una sentenza del Tar, che si è espressa favorevolmente sui motivi aggiuntivi e non sul ricorso principale. I giudici del Tar, scrive la Mucerino, hanno rigettato il ricorso principale dei ricorrenti e hanno invece accolto i motivi aggiuntivi disponendo l’annullamento dell’accertamento di inottemperanza emesso dal Comune il 21 febbraio del 2013. Il Tar, evidenzia la stessa Mucerino, “ha accolto il ricorso solo nella parte in cui i ricorrenti lamentano che l’acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile, disposta con il provvedimento di inottemperanza, riguarda non solo l’edificio di metri 100 realizzato abusivamente, ma anche l’area di sedime e l’area circostante corrispondente a metri 415”..

Con tale presupposto la Mucerino annulla gli atti precedenti e restituisce l’immobile agli “abusivisti” (l’attuale proprietaria) e rinvia a successivo provvedimento l’acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile abusivo.

L’immobile era e resta abusivo, insomma, e da quel che scrive la Mucerino sembrerebbe che il provvedimento di inottemperanza, a suo tempo emanato dall’ente cittadino, non abbia riguardato anche l’area di sedime dello stesso, che pertanto viene restituito ai vecchi proprietari in attesa di un nuovo provvedimento comunale.

Infine un’ultima domanda: ma siete mai chiesti il perché la gente scrive a noi e non alle autorità preposte? Meditate, gente, meditate…

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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