L’angolo della satira. Marano, il dietrofront dei viscontiani su Paragliola e la “teoria della fettina di prosciutto”

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Nella politica locale, ancor più che in quella nazionale, esistono regole non scritte ma da sempre valide. La politica locale, soprattutto quella maranese, è ad esempio condizionata da due fattori: “Il problema del “Mezzogiorno” (piatto a tavola) e la teoria della “Fettina di prosciutto”.

Del “Problema del Mezzogiorno”, termine coniato tanti anni fa da un imprenditore e politico maranese, abbiamo più volte scritto. Oggi, pertanto, ci occuperemo della “Teoria della fettina di prosciutto”.

Qualche settimana fa gli yes man di Visconti, civiche e consiglieri a lui vicini, hanno lanciato la sfida all’attuale presidente del Consiglio comunale Mimmo Paragliola. Una mozione di sfiducia nei suoi confronti era stata data per certa da tanti consiglieri. Sul più bello, però, questi consiglieri – sostenuti da un sindaco che vuole spaccare il gruppo consiliare del Pd ma soprattutto depotenziare l’attuale segreteria cittadina (gestita dai non viscontiani) – hanno dovuto fare un clamoroso dietrofront. Terranostranews, pochi giorni fa, scriveva che quella di Visconti e dei suoi era tutto un bluff. Così è stato, perché i consiglieri che vorrebbero far fuori Paragliola (non immune da errori) non hanno fatto i conti con la teoria della “Fettina di prosciutto”.

Una mozione di sfiducia al presidente dell’assise cittadina, da votarsi con il voto segreto in aula, avrebbe buone possibilità di passare. Ma perché qualcuno dell’opposizione (visto che il Pd non può votare contro il proprio esponente) dovrebbe fare un favore del genere a Visconti e ai suoi compagnucci? Ed ecco che ritorna la teoria della “Fettina del prosciutto”. Senza prosciutto, a Marano, Arzano, Casapesenna o Pollena Trocchia, non si cantano messe. Ed è evidente che se la mozione di sfiducia contro Paragliola non è stata più presentata è perché di prosciutto a sufficienza per ingraziarsi qualche oppositore (a parte quelli già allineati al sindaco, i cui nomi sono da tutti conosciuti) non ve ne è o non si è in grado di gestirlo.

Ancor più prosciutto, poi, necessiterebbe il sindaco per formare una maggioranza senza il Pd, una cui parte – come scritto in precedenza – è da tempo ai ferri corti con Visconti, che ha le sue fisime e riferimenti (politici e non) incompatibili con molti esponenti dei democratici di Marano.

Da qui la marcia indietro – da noi pronosticata – su tutta la linea. Ci vuole la fettina di prosciutto per mandare a casa Paragliola (con il concreto rischio però di perdere in seguito l’appoggio in consiglio comunale del Pd, almeno di 4 consiglieri su sei) e ci vuole tantissimo prosciutto per spingere qualche oppositore a fare il salto della quaglia e a sostenere ufficialmente una delle amministrazioni più sgangherate dell’Europa occidentale.

Il prosciutto a Marano oggi è poco e non basta per tutti. Per assicurarsi il voto o il sostegno di 4 consiglieri, si rischia infatti di perderne altri per strada. Quel po’ di prosciutto rimasto è annidato come sempre in due o tre settori: lavori pubblici, igiene urbana e politiche sociali. Ma Visconti è circondato da nani, da gente che non ha mai fatto politica, abituata a coltivarsi il piccolo orticello personale e non è in grado di elevare la qualità della sua amministrazione o quanto meno di cambiare rotta o “comprarsi” qualcuno a suon di prosciutto.

Per queste ed altre ragioni (di natura extra politiche), questa giunta – seppur aiutata da un’opposizione da qualche mese in buona parte inesistente e inconcludente – imploderà subito dopo le elezioni regionali. Troppi galli a cantare, assessori di piccolo cabotaggio, strategie poco chiare e lungimiranti, uomini poco affidabili o di bassa qualità in consiglio comunale e tra i dirigenti e sovraordinati, poco prosciutto da poter distribuire. Meditate, gente…

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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