Tram veloce mai realizzato e futuri progetti: il convegno a Marano

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La confusione politica che regna a livello nazionale per la mancanza di un progetto d’insieme, a livello locale, si amplifica. A Marano, e non solo, e’ il risultato di candidature a Sindaco, improvvisate e prive di programmi, vinte infatti sul filo del rasoio, che ricadono su alleanze e soggetti privi di una cultura politica. All’apparenza l’eletto sembra “il migliore” ma nell’operare dimostra tutti i suoi limiti per cui si isola dai cittadini.

In questo scorcio di tempo per preparare il convegno “Tram Veloce”, sollecitatomi dal Sindaco di Marano, sulla scia del precedente convegno con l’allora Presidente dell’E.A.V., tenutosi durante la Giunta Cavallo conclusosi con un’idea di progetto lasciato cadere per il disinteresse delle successive Amministrazioni Comunali o Commissariamenti, ho riscontrato le disponbilita’ individuali dei soggetti interpellati a vari livelli istituzionali, in particolare dei Consiglieri Delegati Metropolitani per cui a noi cittadini non resta che aggrapparci alle motivazioni dell’Istituzione della Citta’ Metropolitana che ha le disponibilita’ finanziarie. Il non comprensibile mancato collegamento viario-ferroviario dei Comuni di Marano, Calvizzano, Qualiano e, parte nord-ovest dei comuni di Mugnano, Villarricca e Giugliano, comunita’ che per definirsi servita abbisogna del metro’ e della via tranviaria lasciata in asso da Chiaiano-Piscinola al Ponte Riccio comprese le aree produttive dell’ASI e PIP competenti, prevista nel progetto iniziale del metro’ collinare. Opera che doveva arrivare al Poggio Vallesano, confine della citta’ di Napoli per poi proseguire, con un’ulteriore bretella al Ponte Riccio e realizzare un progetto integrato su ferro, come in tutte le altre grandi citta’, per cui non serve, oggi, recriminare le responsabilita’ sia locali che regionali ben individuabili del passato, ma seguire la strada percorribile della Citta’ Metropolitana che ne diventi promotrice, cofinanziatrice e farci carico di un risveglio della politica che parta dal basso.

Ci si chiede come i cittadini dei comuni interessati, in particolare di Marano, ieri servita dal Tram e della Piedimonte Alifana, oggi senza nessuna fruibilita’ per oltre duecentocinquantamila utenti, e non si capisce come facciano a muoversi con facilita’ e quanto siano sottoposti ad faticosi disagi .

Pare che le dispobibilita’ finanziarie esistano e perche’ le rappresentanze politiche ( europee, nazionali e regionali) non realizzino quanto e’ gia’ programmato e/o programmare e realizzare in un tempo comprensibile?.

Un piano territoriale capace di togliere dall’isolamento le popolazioni a nord-ovest di Napoli, del comprensorio, abbisogna di Amministrazioni locali efficienti che guardino all’unisono al medesimo obbiettivo: la realizzazione dell’opera, scevra dal colore politico.
Se debbono essere di ostacolo per la loro inerzia, e’ impellente andare ad un loro superamento come Enti locali autonomi che attraverso la costituzione funzionante dell’Unione dei Comuni omogenei, la Citta’ Metropolitana possa superare disfunzioni esistenti e rendere i servizi piu’ efficienti ed utili alla richiesta dei cittadini. Preferibile che da Ente intermedio di secondo livello per l’elezione degli Organi diventi espressione diretta dei cittadini.

E’ un obiettivo arduo, visto che la confusione politica presente delle forze in campo regna e perdura a tutti i livelli, dove si pensa al proprio orticello e non ad un progetto d’insieme che guardi al domani. Non vorrei che le previsioni del Sindaco di Milano, Sala, ” tutte le attuali forze politiche in campo, con l’elezioni politiche del 2022 scompaiono o vengono ridimensionate ed in fase di estinzione”, siano nel giusto, interpretando le scelte repentine che l’elettorato, sulla spinta del cambiamento, del tanto peggio tanto meglio, ha dimostrato nelle ultime e precedenti elezioni politiche, europee e regionali per cui si ritorna sempre alla POLITICA, attualmente improvvisata e priva di una sua logica partitica, di contenuti e quindi di scelte di campo.

E’ un’utopia parlare di “Pace Sociale”, a partire dalle realta’ locali?

Se e’ compito della “società civile” trovare soluzioni piu’ consone agli interessi degli elettori, con la distruzione dei partiti tradizionali e la crescita del populismo-sovranismo, la strada da percorrere e’ puntare sul volontariato, in particolare, sull’associazionismo cattolico e laico-socialista-ambientalista e venga profusa nel cittadino quella cultura riformista in contropposizione al populismo-sovranista che allontani i cittadini ed il Paese da un europeismo costruttivo ed alla realizzazione di un’EUROPA POLITICA, dei Popoli, e rendere, sempre piu’, il cittadino europeo pratagonista e non succube della scelte da adottare dove con il sopravvento del CAPITALE finanziario sul produttivo, con la globalizzazione, invocando il MERCATO, cerca di consolidare il suo potere.
Bisogna effettuare riforme di struttura, tra queste, impellente e’ la riforma delle Pubblica Amministrazione, con le modifiche del Titolo V della Seconda parte della Costituzione da rendere la governabilita’ del Paese più’ snella, ed adeguarla agli altri paese europei; non guardare
all’immediato, al sentire della pancia della gente, al recupero del voto di parte dell’oggi, ma al domani, con decisioni, se pur dolorose, comunque utili ed indispensabili per uno sviluppo integrato del Paese.

In questi giorni i Tedeschi e gli Europei, tutti, ricordano la caduto del “Muro di Berlino”; l’attuale Governo, si dice, e’ a trazione meridionale, giustamente di fronte ad una stagnazione economica ed ad una mancata crescita, ha puntato per primo alla salvaguardia della clausola dell’IVA; per cui una domanda e’ d’obbligo, da meridionali e non solo, ricordando il Piano Marshall, quanto dobbiamo attendere prima che costruiamo una classe dirigente che si pone l’obbiettivo di abbattere il muro simbolico tra Nord e Sud e puntare ad una sviluppo integrato del Paese? Una imposta patrimoniale mirata potrebbe essere la soluzione ottimale per un corposo investimento del Mezzogiorno oppure bisogna attendere quando l’Europa si pone il problema dei Mezzogiorno d’Europa? In una economia di mercato: la scelta e’ regolarlo e non lasciare il tutto al libero ludibrio!

Ritornando alla realta’ locale, un giovane consigliere di maggioranza, che stimo, mi ha manifestato tutte le sue perplessita’ per una probabile caduta della Giunta Visconti, anche se discutibile, perche’ e’ vista dal cittadino come un’Amministrazione progressista e quindi potrebbe avere una ricaduta disastrosa; gli ripeto pubblicamente che non aver parlato e non parlare adesso chiaro ai cittadini e’ la causa principale dell’arretramento dell’area progressista, in particolare della perdita di consensi del Partito Democratico, il partito del sindaco, dove anche a Marano per le lotte intestine, conta poco o nulla, come sostiene un giornale locale, un due di briscola.

li, 15/11/2019

Franco De Magistris

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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