Volto coperto e pistola in pugno, così la baby gang rapina farmacie in provincia di Napoli

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Dopo le nove bombe del racket in venti giorni ad Afragola, è allarme per le rapine nella vicina Caivano (Na). Ne sono dieci in quindici giorni, tutte in farmacie che si trovano nel comune alle porte di Napoli. Secondo i testimoni, dal tono della voce e dalla struttura fisica, i criminali non avrebbero più di 15-16 anni. Tutti italiani, accento napoletano. La rapina dura non più di un minuto, orologio alla mano. Uno aspetta fuori, fa il palo, ossia avvisa dell’arrivo della polizia; e due entrano: pistola in pugno il primo mentre l’altro svaligia le casse. Sono incappucciati, indossano il passamontagna oppure il cappuccio della felpa con la sciarpa sul muso. “Sono particolarmente violenti” dicono i testimoni. E lo si vede bene in uno dei video registrati dalle telecamere delle farmacie. Per convincere una dottoressa – che in quel momento si trovava dietro la cassa – a dargli più soldi, uno dei baby criminali le punta la pistola in faccia e carica il proiettile in canna con il classico gesto dello “scarrellamento”. Poi le urla qualcosa contro, raccoglie i soldi sul bancone e va via. Quando si accorge di aver perso un paio di banconote ritorna dietro tranquillamente, le recupera ed esce. In alcuni casi si fanno consegnare anche le monetine. Nonostante i video, gli investigatori hanno difficoltà a rintracciarli. I filmati raccolti sono solo quelli delle farmacie, di pessima qualità, e non consentono ingrandimenti per raccogliere dettagli. A stento sono riusciti a riconoscere il modello del motorino usato per le rapine (uno Scarabeo rosso). Inoltre il comune di Caivano non ha telecamere di sorveglianza funzionanti, quindi una volta usciti dalle farmacie non è possibile ricostruire il tragitto della fuga.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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