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Gentile direttore,
la prima cosa che volevo scriverle sono i miei complimenti per l’egregio lavoro che lei svolge in una città difficile come la nostra, dove vige ancora il concetto che il paese è del paesano e se hai le giuste conoscenze, puoi fare quello che vuoi.
Scrivere in una città così non è per niente facile ed il rischio di imbattersi nei guappi di cartone è sempre dietro l’angolo, per cui complimenti ancora.
Le scrivo perché, nonostante sia un tema trito e ritrito, non abbiamo mai trovato soluzione, mi riferisco alla questione terra dei fuochi.
Io abito a Marano, come lei, ho 34 anni e sono padre di una bimba di quasi 2 anni.
Ultimamente, preciso come un orologio svizzero, alle 6 del mattino l’aria della nostra città è impregnata di puzza di bruciato, Dio solo sa cosa sia stato bruciato.
Il fatto che sia sempre alla stessa ora, fa capire che sia frutto di qualcosa che avviene in modo sistematico, preciso e puntuale.
Chissà quanta schifezza respiriamo, inquinanti, diossina, polveri sottili, noi e soprattutto i nostri bambini, che dovrebbero essere il futuro della società.
A volte ci preoccupiamo di cose davvero futili, poi come stamattina fissando il vuoto per cercare di capire l’aria inquinata da dove venisse, pensavo:
“ma a che serve preoccuparsi per l’asfalto, le buche, quando poi veniamo costantemente avvelenati, siamo morti che camminano e ci preoccupiamo di sciocchezze”.
Non so se leggerà e mi risponderà mai, ma sono contento pensando ad un sì e già questo è molto.
Con affetto e stima.
Gennaro (Marano)
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