Non solo appalti, affidate a ditte amiche degli amministratori o collegate a personaggi in odor di malavita, non il solo il Puc, che avrebbe favorito (in cambio di soldi da elargire agli amministratori) i sostenitori dell’ex sindaco e dell’ormai ex giunta, ma anche svariate anomalie sul fronte dell’incameramento dei tributi.
Gli accertamenti della commissione d’accesso hanno fatto emergere il mancato pagamento di tributi da parte di numerosi soggetti riconducibili alla criminalità organizzata, unitamente alla mancata adozione di provvedimenti tendenti al recupero dei crediti nei riguardi degli stessi.
L’analisi degli archivi, tra il 2013 e il 2016, ha evidenziato che diversi pregiudicati, alcuni con sentenze definitive per reati associativi e contigui ai clan Polverino e Orlando di Marano, risultano inadempienti sul fronte delle imposte.
Alcuni di questi, oltre a non pagare i tributi locali, risultano beneficiari di contributi erogati dall’ente comunale da parte del settore servizi sociali.
La commissione evidenzia una “carente e inerte azione di impulso e intervento da parte degli amministratori per il raggiungimento del pubblico interesse e un sospetto attivismo ed unione di intenti per il raggiungimento di obiettivi personali, familiari e criminali”.
La pericolosità dei clan egemoni, già infiltrati nei comuni di Villaricca, Marano e Giugliano, e in parallelo la complementare disponibilità del Comune a lasciarsi fuorviare dalle sue finalità istituzionali, ravvisano in modo inequivocabile le condizioni di chiaro e univoco condizionamento dell’amministrazione.
© Copyright 2018 Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
























