“Al Comune di Calvizzano il principio di legalità era un optional”. Puc, servizio rifiuti e trasporto disabili: tutto andava agli amici e parenti degli amministratori

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E’ un quadro a tinte foschissime quello che emerge dalla relazione che ha portato allo scioglimento del Comune di Calvizzano. Dall’indagine ispettiva sono emersi rapporti di frequentazioni tra amministratori comunali e esponenti delle consorterie criminali di Marano, Polverino, Orlando, Nuvoletta, e di Villaricca, clan Ferrara e Cacciapuoti.

E’ emerso che l’apparato burocratico – nel quale operano numerosi dipendenti gravati da precedenti penali – è caratterizzato da un grave e diffuso disordine amministrativo, dell’assenza di qualsivoglia cura e verifica dei profili di legittimità degli atti. Nessun organo amministrativo ha mai avviato alcuna iniziativa ispettiva o disciplinare.

La commissione, per quel che attiene la sfera dei lavori pubblici, ha rilevato che l’ente non ha aderito alla stazione unica appaltante, organismo a garanzia delle corrette procedure di gara e ha fatto uso ad un sistematico e artificioso ricorso ad affidamenti di somma urgenza, in violazione delle normative sugli appalti pubblici.

Molti gestori di aziende, inoltre, sono collegati a rapporti parentaleie di amicizia con l’ex sindaco Salatiello, morto nel luglio dello scorso anno per cause naturali, e a persone che gli hanno assicurato sostegno elettorale nel corso delle amministrative del 2013.

La relazione ispettiva ha posto in luce, per quel che attiene il servizio di igiene urbana, affidato dal 1998 ad un’unica società, significative irregolarità con particolare riferimento alla gara svoltasi nel 2013, per un importo di 4 milioni e 500 mila euro. Alla gara ha partecipato una sola ditta, con un’offerta al ribasso definita irrisoria dagli ispettori della prefettura. Le indagini hanno evidenziato che il titolare della ditta, strettamente legato all’ex sindaco, è coinvolto in una maxi inchiesta della procura della Repubblica sulla compravendita di cave e attività connesse al business dei rifiuti. Alcuni dipendenti della ditta sono riconducibili ad ambienti criminali.

Irregolarità e anomalie sono state riscontrate anche nel servizio di trasporto per i disabili, assegnato, fin dal 2004, a ditte riconducibili ad un unico nucleo familiare, che ha sostenuto la candidatura del defunto sindaco. Si tratta di soggetti tra l’altro gravati di precedenti penali e riconducibili ad ambienti border line.

Il mancato rispetto dei criteri di legalità è stato riscontrato nelle procedure che hanno portato al varo del piano urbanistico comunale. Gli accertamenti hanno posto in rilievo che il citato piano ha reso edificabili terreni agricoli, con incremento del valore del mercato, di proprietà di amministratori comunali strettamente legati alle consorterie criminali.

Ha giovato delle variazioni urbanistiche anche un’azienda di trasporti funebri, ritenuta contigua ai clan di Marano. Sui lotti di terreno oggetto delle verifiche sono stati inoltre realizzati capannoni abusivi, mai abbattuti e mai acquisiti al patrimonio dell’ente.

Gravi anomalie sono state riscontrate anche nel settore tributi, con riferimento al mancato incasso dei tributi dovuti al Comune da elementi collegati alla criminalità organizzata.

Non solo non pagavano tasse ed imposte, ma il Comune li “aiutava” pure elargendo contributi socio-assistenziali.

Gli ispettori che hanno sottoscritto la relazione riferiscono di “un’amministrazione pervicacemente gestita dal mancato rispetto del principio di legalità”. Cosa dovranno fare i nuovi commissari? Per prima cosa annullare la procedura del Puc. E’ il minimo visto ciò che è emerso dalle pagine zeppe di omissis.

© Copyright 2018 Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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