La raccolta differenziata a Marano? Da domani si volta pagina con il nuovo piano: via le campane del vetro, poi l’isola ecologica. Tutti si giocano la faccia

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Raccolta differenziata, da domani si prova a voltare pagina con il nuovo piano. La società Tekra – concessionaria dell’appalto – provvederà alla rimozione delle campane del vetro, da tempo diventate ricettacolo di rifiuti di ogni genere, e andrà in vigore il nuovo calendario di conferimento. Il vetro sarà raccolto con il sistema del porta a porta e l’umido, per le utenze non domestiche (locali commerciali) anche il sabato notte. Sono queste alcune delle novità contenute nel nuovo piano presentato nei giorni scorsi a Palazzo Battagliese, sede della prima casa comunale, ristrutturato di recente con i fondi del Piu Europa.

L’obiettivo dell’amministrazione cittadina e dei responsabili della ditta Tekra, in servizio da oltre sei mesi a Marano, è quello di invertire la rotta sul fronte della raccolta differenziata, da tempo ridotta ai minimi termini, con percentuali che non vanno oltre il 35 per cento. L’obiettivo fissato dal dirigente del settore igiene urbana, l’ingegnere Pasquale Di Pace, è quello di arrivare al 50 per cento di differenziato entro i primi sei mesi del 2019 e al 65 per cento entro la fine del 2020. Traguardi da raggiungere mediante l’apertura dell’isola ecologica di località La Volpe, la prima per la città, e l’ausilio di compostiere domestiche in arrivo dalla Regione e personale del Consorzio di Bacino che sarà impiegato nelle strade e negli uffici comunali. Particolare attenzione sarà riservata all’isola ecologica, sorta su un terreno confiscato alla camorra, la cui apertura è prevista per il 30 aprile, come comunicato a più riprese dai vertici del Comune e dagli amministratori di Tekra. Il taglio del nastro del sito, fonte di scandali e polemiche (il progetto realizzato a suo tempo era carente in molti punti), è atteso da almeno 8 anni, da quando la Regione finanziò l’acquisto delle attrezzature stanziando circa 700 mila euro in favore del Comune. Il centro di raccolta sarà aperto tutti giorni, compresa la domenica mattina.

Tutto è ancora in alto mare, invece, sul fronte dell’installazione delle telecamere per la sorveglianza del territorio, con il Comune ancora all’affannosa ricerca di fondi. Risorse che in realtà erano già state reperite qualche anno fa (250 mila derivanti dal Patto per la Terra dei fuochi) ma che ancora giacerebbero negli uffici della Regione.

Per uscire dall’impasse, inoltre, saranno rafforzati i controlli sul territorio attraverso un lavoro di sinergia tra vigili urbani e le guardie ambientali. L’opera di sensibilizzazione dei cittadini e gli interventi per la repressione del fenomeno del sacchetto selvaggio dovrebbero (si spera) viaggiare di pari passo. Sarà la volta buona? Sui social i cittadini chiedono il pugno di ferro contro gli incivili e maggiori sforzi da parte dell’azienda, che si è aggiudicata un appalto quinquennale (30 milioni di euro) con un ribasso dell’8 per cento. Tutti si giocano la faccia in questa storia: i commissari, che si sono mostrati iper fiduciosi, il contestato fiunzionario, un tempo molto critico con Tekra ma poi “ammosciatosi” col passare delle settimane,  l’azienda salernitana e i vigili urbani, chiamati a stanare i furbetti.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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