La notizia ha colto di sorpresa tutte le forze (forze?) politiche del territorio: si voterà in autunno e non – come ipotizzato in tutti questi mesi – nella primavera del 2019. Gli elettori, verosimilmente, torneranno alle urne tra la fine di ottobre e la fine di novembre, quando si dovrebbe aprire una finestra per tutti i comuni commissariati prima del gennaio del 2017. A conti fatti, insomma, al voto si tornerà dopo 22-23 mesi di commissariamento. Il municipio, sciolto per ingerenze della criminalità organizzata, è retto da 14 mesi da una triade commissariale, oggi composta dal prefetto Francescopaolo Di Menna, dal viceprefetto Ludovica De Caro e dal funzionario ministeriale Francesco Greco. Di Menna, prefetto in pensione, è subentrato in corso d’opera ad Antonio Reppucci, da qualche mese accasatosi in un comune calabrese. Movimenti e forze politiche del territorio hanno accolto la notizia dell’imminente tornata elettorale con enorme stupore. Le vicissitudini del Comune, ad un passo dal default finanziario, e le recenti indagini della magistratura, che hanno fatto luce sugli intrecci tra imprenditoria, alcune componenti della macchina amministrativa e camorra locale, hanno messo fuori gioco diversi esponenti politici del territorio.
Altri, invece, hanno preferito defilarsi in attesa di tempi migliori. Allo stato vige un clima di assoluta incertezza: il Pd è silente da tempo immemore, il centrodestra, reduce dallo scioglimento, vive forse la sua stagione più cupa, l’estrema sinistra è ferma ai soliti nomi, la Lega sta tentando di consolidarsi sul territorio, i Cinque Stelle non hanno al momento un candidato credibile, anche se possono contare su un simbolo con il vento in poppa. Marano- a nostro avviso – necessiterebbe di ulteriori mesi di commissariamento. Sono ancora troppi i nodi irrisolti: cimitero, isola ecologica, Pip, questioni finanziarie, sgomberi, macchina comunale e tanto altro. I commissari, che hanno ereditato una situazione disastrosa, in questi 14 mesi hanno fatto qualcosina, ma è oggettivamente poco. Ma forse i politici locali (o presunti tali) avrebbero fatto ancor meno.
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