Lavora per alcuni mesi dell’anno all’estero, in Australia per la precisione, e ha chiesto formalmente, con tanto di comunicazione scritta al Comune di Marano, di poter esercitare il suo diritto-dovere dal Paese in cui attualmente risiede. Fin qui tutto normale, se non fosse per il fatto che Luciano Gambardella, 28 enne di Marano, non potrà – al pari degli altri italiani temporaneamente residenti in Australia – usufruire dell’opzione richiesta e prevista dalla legge: ovvero ricevere a domicilio (nei sobborghi di Brisbane) il plico contenente il materiale elettorale che viene poi smistato al Consolato. No, non potrà farlo poiché i dipendenti dell’ufficio elettorale di Marano, vagliata la sua comunicazione, hanno dimenticato di inserire e comunicare alle autorità australiane il suo attuale indirizzo di residenza. Gambardella dovrà, pertanto, farsi carico di un viaggio di 200 chilometri (andata e ritorno) per recarsi direttamente al Consolato italiano di Brisbane, che lo ha contattato nei giorni scorsi per metterlo al corrente dell’accaduto. Lì a Brisbane, dopo aver sostenutotutte le spese di viaggio e di altra natura, potrà finalmente votare..
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNewsVoto all’estero: quando gli uffici comunali creano problemi anche ai concittadini che vogliono votare. Ecco la storia di un giovane di Marano
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