Elezioni, il Pd in Sicilia sembra Forza Italia: nelle liste c’è di tutto

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C’è l’ex capogruppo del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo. E poi quella che Totò Cuffaro definisce una “sua amica“. Qualche cambiacasacca di lungo corso fulminato sulla via delle Leopolda. Quindi gli immancabili “figli di“: l’erede dell’ex ministro Totò Cardinale, che ormai da dieci anni ha ricevuto in dote dal padre il seggio al Parlamento. E il rampollo dell’ex sindaco di Agrigento, già senatore del centrodestra con un nutrito curriculum giudiziario. Non c’è solo il caso di Maria Elena Boschi a surriscaladare gli animi del Pd in Sicilia. Non c’è soltanto la tripla candidatura da capolista della sottosegretaria a rendere il partito una “pentola a pressione“. Ad avvelenare gli animi dei dem, infatti, sono anche gli altri nomi inseriti dal Nazareno nei collegi per le politiche del prossimo 4 marzo.

“Le liste hanno quattro padroni” – “La composizione delle liste l’abbiamo appresa dal sito. Quelle liste hanno quattro padroniLeoluca OrlandoDavide FaraoneLuca Sammartino e Totò Cardinale“, commentano velenosi dai vertici del partito siciliano. Dopo anni di polemiche roventi con i dem, infatti, il sindaco di Palermo ha formalizzato venerdì scorso la sua adesione al Pdincassando subito il posto da capolista – nel collegio proporzionale della Camera a Palermo – per il fidato Fabio Giambrone. Ex senatore di Italia dei Valori, Giambrone ha ben amministrato negli ultimi anni la Gesap, che gestisce l’aeroporto del capoluogo siciliano: quella per l’adesione di Orlando al Pd, dunque, è una polemica di tipo puramente politico.

Faraone il vicerè – Diverso è il caso dei nomi blindati dal sottosegretario Faraone. Il vicerè di Matteo Renzi guida il listino per il Senato sulla sponda occidentale dell’isola. Alle sue spalle ci sono la deputata uscente, Teresa Piccione, vicina al leader di Areadem, Giuseppe Lupo, e Paolo Ruggirello, che è anche candidato all’uninominale di Marsala. Consigliere regionale di lungo corso, non rieletto alle ultime elezioni, Ruggirello è stato per anni luogotenente dell’ex governatore Lombardo, prima di finire tra i nuovi acquisti del Pd targato Faraone. Noto alle cronache era stato in passato suo padre, il ragionier Giuseppe Ruggirello, fondatore della Banca Industriale negli anni ’70, diventato ricco in modo tanto veloce da meritare addirittura un’interrogazione parlamentare che puntava a fare luce sull’origine del suo successo economico. Poi nel 1997 il nome di Ruggirello senior salterà fuori addirittura in un’inchiesta che coinvolgeva  Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana. Rosario Crocetta, invece, attacca il rettore dell’università di Messina, Pietro Navarra, candidato nel collegio peloritano alle spalle della capolista Boschi. “È il nipote del capomafia di Corleone, coinvolto anche nell’omicidio di Placido Rizzotto”, dice l’ex governatore. Dura la replica del rettore: “Premetto che la mia posizione su questo argomento – prosegue Navarra – è ben nota da tempo: si parla di persone morte prima della mia nascita e ogni collegamento non può che rappresentare una volgare strumentalizzazione. Non sono, però, disposto a tollerare ulteriori attacchi su tali temi. Con estrema chiarezza, pertanto, puntualizzo che presenterò querela contro chi rilascerà dichiarazioni di questo tipo e nei confronti delle testate che daranno spazio a simili considerazioni”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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