In prossimità della giornata mondiale contro la violenza sulle donne di sabato 25 novembre, celebriamo il 3° Convegno sulla “violenza domestica” sempre con lo stesso titolo che per noi è un orizzonte verso cui camminare: “L’amore non fa male”. Un convegno sicuramente ha una finalità informativa, ci permettere di riflettere, di pensare, illumina la nostra mente ed il nostro cuore; ma, contemporaneamente, ha anche una funzione formativa: ci forma, ci fa cambiare, ci fa assumere atteggiamenti nuovi, per maturare come individui, come comunità religiosa e come contesto sociale.
Vogliamo, quindi, sempre più orientarci ad attivare quei comportamenti virtuosi personali e sociali, quei processi, che possano rispondere alla violenza domestica e di genere come prassi consolidata. Ascolteremo il dottor Macrì su quelle che possono essere le condizioni che poi portano una donna ad iniziare una relazione distruttiva e violenta. Con un attenzione particolare per i giovani e le relazioni reali e virtuali di stampo narcisistico.
Ascolteremo la dott.ssa Fico sull’attività del Centro Antiviolenza Dafne aperto all’ospedale Cardarelli, ulteriore presidio e aiuto per chi si trova vittima di violenza di genere.
Ascolteremo il tenente Tessitore che già due anni fa è stato seduto a questo tavolo. Ci parlerà, dal suo punto di vista, di cosa è cambiato in questi anni nei riguardi della violenza sulle donne, come una sorta di bilancio. Infine rilanceremo anche per quest’anno il progetto “Donne al centro” proposto dalla nostra parrocchia come possibile cammino di libertà e autostima per le donne che vorranno aderirvi.
Ricordiamoci che la Chiesa è maestra d’amore, è scuola di relazioni di bene; parlava Paolo VI della civiltà dell’amore, che non va intesa in modo ideale, ma nei fatti attraverso una mentalità nuova, una svolta culturale dove si può crescere nell’amore di coppia, familiare, e dove chi vive situazioni di violenza o di abuso possa trovare un sostegno e non un rifiuto o una condanna. Bisogna imparare a dire di si alla propria vita, e molte volte quando nessuno mai ce lo ha detto, neanche noi stessi, allora c’è bisogno che qualcun’ altro ce lo ricordi.
Nota stampa
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